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Conoscenze sulla malattia e outcome psicologico nella cardiopatia ischemica

Questa ricerca si è posta come obiettivo l’analisi dell’influenza di alcune variabili di tipo socio-anagrafico o relative alla storia di malattia del paziente, sull’apprendimento delle conoscenze relative alla prevenzione secondaria della cardiopatia ischemica durante un programma di RCV, e l’indagine della relazione tra conoscenze acquisite e outcome psicologico a distanza di tempo dall’evento cardiaco acuto.
Le procedure hanno previsto la presa in carico della banca dati dell’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Fondazione Salvatore Maugeri, sede di Tradate (VA), la somministrazione telefonica dei test e l’analisi statistica dei dati rilevati. Gli strumenti utilizzati sono stati il MaugerI CaRdiac preventiOn-Questionnaire (Sommaruga, Vidotto, Bertolotti, Pedretti & Tramarin, 2003) per la valutazione del livello di conoscenze relative alla prevenzione secondaria della cardiopatia ischemica, il Questionario D. del CBA-2.0 (Sanavio, Bertolotti, Michielin, Vidotto & Zotti, 1997) per la misurazione dei sintomi depressivi e il Global Mood Scale (Denolllet, 1993) per l’analisi della condizione emotiva.
Il campione selezionato ha compreso 173 pazienti (158 uomini e 15 donne) di età media 60,1±9 anni, affetti da cardiopatia ischemica, che hanno partecipato ad un programma di RCV presso la sede di Tradate della Fondazione Salvatore Maugeri.
Dalle analisi statistiche effettuate sono emersi alcuni risultati interessanti: hanno dimostrato di possedere un più alto grado di conoscenza sulla malattia i pazienti il cui percorso ospedaliero ha previsto anche un periodo di day-hospital, inoltre sono state rilevate una correlazione tra il numero di incontri di RCV effettuati e il livello di conoscenza raggiunto, e invece una correlazione inversa tra l’età del paziente e il livello di conoscenza. E’ stata inoltre osservata una associazione positiva tra il livello di conoscenza sulla malattia raggiunto e il grado di affettività positiva al follow-up.
In conclusione, i risultati emersi in questo studio possono essere utilizzati per l’implementazione di interventi psicologici di cardiologia riabilitativa che con maggiore efficacia possano aiutare il paziente nel raggiungere un migliore stato di salute; la rilevazione dell’associazione tra il livello di conoscenza della malattia e il grado di affettività positiva a lungo termine sottolinea l’importanza dell’inserimento di interventi educativi all’interno dei programmi di riabilitazione cardiovascolare.
Future ricerche appositamente progettate potrebbero porsi l’obiettivo di indagare i fattori che mediano le relazioni emerse attraverso il presente lavoro di tesi.

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1 Introduzione Le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morte all’interno della popolazione italiana al di sopra dei 45 anni; fra queste la più diffusa è certamente la cardiopatia ischemica, che con una percentuale che sfiora il 30% rappresenta oggi la prima causa di morte in Italia. Motivo della crescente incidenza di tale patologia sono, oltre al progressivo invecchiamento della popolazione, anche i progressi raggiunti dalla medicina nel trattamento chirurgico e farmacologico: è in crescita infatti il numero di persone affette da patologie cardiache croniche, quali ad esempio pazienti con cardiopatia ischemica cronica o sopravvissuti ad infarto miocardico, che necessitano di programmi di riabilitazione appropriati. Lo stile di vita è una delle principali determinanti dell’incidenza della cardiopatia ischemica: abitudini non salutari quali il fumo di sigaretta, una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e di sale e l’inattività fisica contribuiscono allo sviluppo della patologia, così come fattori di rischio psicosociali quali stress, ansia, depressione o carenza di supporto sociale. I programmi di riabilitazione messi a punto per questi pazienti sono perciò mirati, oltre che al miglioramento della salute attraverso trattamenti di tipo fisico e farmacologico, alla modificazione delle abitudini di vita che contribuiscono ad aggravare la patologia cardiovascolare: è a questo scopo che i programmi di prevenzione secondaria comprendono anche interventi educativi, volti a fornire le conoscenze riguardo alla malattia necessarie ad adottare uno stile di vita salutare e, di conseguenza, migliorare lo stato di salute e la qualità della vita dell’individuo. Il presente studio si propone in primo luogo di indagare la relazione che intercorre tra alcune caratteristiche di tipo socio-anagrafico e della storia di malattia del paziente e l’apprendimento delle conoscenze riguardo alla malattia nel corso di un programma di riabilitazione cardiaca multidisciplinare; verrà poi preso in analisi l’outcome psicologico dei pazienti in termini di depressione e stato emotivo a diversi anni di distanza dall’evento acuto, in relazione al livello di conoscenza della malattia raggiunto.

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Informazioni tesi

  Autore: Erica Ippolito
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Pio Enrico Ricci Bitti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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Parole chiave

psicologia della salute
riabilitazione cardiovascolare
cardiopatia ischemica
prevenzione secondaria
variabili socio-anagrafiche
outcome psicologico
sintomi depressivi
cba-2.0
conoscenze sulla malattia
interventi psicologici di cardiologia riabilitativ

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