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Scelta biologica e performance aziendali nel settore cosmetico

La tesi si propone di valutare se il perseguimento del biologico è una scelta vantaggiosa per le aziende che la intraprendono in termini economici e di performance aziendali.
In primo luogo viene affrontato il problema dell’inquinamento e dei prodotti che utilizzano sostanze chimiche e quindi alla necessità di una maggiore consapevolezza da parte delle aziende dell’impatto delle loro azioni sull’ecosistema.
Per riconoscere in via immediata i cosmetici prodotti con materie provenienti da agricoltura biologica sono state introdotte delle certificazioni internazionalmente riconosciute, come garanzia di trasparenza e tutela del consumatore. Per ottenere questi riconoscimenti, le aziende devono essere sottoposte a continui controlli da parte di Enti denominati OdC “Organismi di Controllo”, autorizzate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (DM. 220/95). In Italia esistono tre diverse tipologie di certificazioni: la certificazione ICEA, la certificazione BIOAGRICERT e infine la certificazione CCPB.
Per valutare le performance generate dalla produzione biologica, sono stati studiati quattro casi aziendali: Deborah, azienda di grandi dimensioni non biologica, che risulta essere in una situazione di difficoltà sia finanziaria che reddituale, nonostante i suoi ingenti investimenti nel campo cosmetico, Evagarden, non biologica e di piccole dimensioni che si posiziona su una clientela di nicchia, principalmente make-up artist, e mostra l’aumento di impieghi immateriali, per acquisire brevetti e marchi di prestigio. Le aziende biologiche sono invece Kroll, che con i suoi 17 dipendenti e un fatturato di 2.995.683€ si colloca su una piccola dimensione d’impresa ed Erbolario, in rappresentanza di un’azienda di grandi dimensioni ma biologica. Queste due ultime aziende presentano un andamento positivo, constatando che non è la dimensione aziendale a differenziare le performance, ma la componente biologica: dall’analisi svolta è chiaramente visibile la necessità di investimenti sia a livello di attivo immateriale sia per quello materiale, per adattare macchinari e impianti al nuovo metodo di produzione, che ha lo scopo di essere più sostenibile per l’ambiente e più salubre per i consumatori.
In conclusione sono state riscontrate performance aziendali positive, in linea con un sistema di sostenibilità aziendale, il che può incentivare le imprese ad investire in questo settore che si presume potrà essere il futuro della cosmetica.

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5 Abstract La tesi si propone di valutare se il perseguimento del biologico è una scelta vantaggiosa per le aziende che la intraprendono in termini economici e di performance aziendali. In primo luogo viene affrontato il problema dell’inquinamento e dei prodotti che utilizzano sostanze chimiche e quindi alla necessità di una maggiore consapevolezza da parte delle aziende dell’impatto delle loro azioni sull’ecosistema. Per riconoscere in via immediata i cosmetici prodotti con materie provenienti da agricoltura biolo- gica sono state introdotte delle certificazioni internazionalmente riconosciute, come garanzia di tra- sparenza e tutela del consumatore. Per ottenere questi riconoscimenti, le aziende devono essere sottoposte a continui controlli da parte di Enti denominati OdC “Organismi di Controllo”, autoriz- zate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (DM. 220/95). In Italia esistono tre diverse tipologie di certificazioni: la certificazione ICEA, la certificazione BIOAGRICERT e infine la cer- tificazione CCPB. Per valutare le performance generate dalla produzione biologica, sono stati studiati quattro casi aziendali: Deborah, azienda di grandi dimensioni non biologica, che risulta essere in una situazione di difficoltà sia finanziaria che reddituale, nonostante i suoi ingenti investimenti nel campo cosme- tico, Evagarden, non biologica e di piccole dimensioni che si posiziona su una clientela di nicchia, principalmente make-up artist, e mostra l’aumento di impieghi immateriali, per acquisire brevetti e marchi di prestigio. Le aziende biologiche sono invece Kroll, che con i suoi 17 dipendenti e un fatturato di 2.995.683€ si colloca su una piccola dimensione d’impresa ed Erbolario, in rappresen- tanza di un’azienda di grandi dimensioni ma biologica. Queste due ultime aziende presentano un andamento positivo, constatando che non è la dimensione aziendale a differenziare le performance, ma la componente biologica: dall’analisi svolta è chiaramente visibile la necessità di investimenti sia a livello di attivo immateriale sia per quello materiale, per adattare macchinari e impianti al nuovo metodo di produzione, che ha lo scopo di essere più sostenibile per l’ambiente e più salubre per i consumatori. In conclusione sono state riscontrate performance aziendali positive, in linea con un sistema di sostenibilità aziendale, il che può incentivare le imprese ad investire in questo settore che si presume potrà essere il futuro della cosmetica.

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Informazioni tesi

  Autore: Teresa Urbano
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Silvana Signori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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