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Tecniche per l’analisi degli organismi geneticamente modificati (Ogm)

Il rapido sviluppo delle biotecnologie ha posto, negli ultimi tempi, pressanti interrogativi sulle conseguenze per l’uomo e l’ambiente derivanti dalla produzione in laboratorio di organismi geneticamente modificati (O.G.M.) destinati al consumo umano e animale (piante, alimenti e mangimi).
Se da un lato la ricerca biotecnologica può contribuire in modo significativo allo sviluppo scientifico e alla produttività economica, dall’altro, l’assenza di una chiara comprensione degli effetti ambientali e sanitari degli OGM, pone il problema dell’applicazione del “principio di precauzione” alla loro regolamentazione e introduzione sul mercato, com’è avvenuto in sede europea con una specifica direttiva comunitaria.
Per valutare il rispetto di tale regolamentazione, risulta quindi necessaria un’efficace rete di monitoraggio e controlli in grado di agire, non solo a livello di identificazione dei prodotti manipolati, mediante analisi di laboratorio, ma anche di intervenire sulla circolazione del materiale OGM e sulla filiera produttiva.

Scopo di questo lavoro è stato quello di mettere a punto alcune delle metodiche e procedure analitiche che possono essere usate per l’indagine di OGM.
Per fare questo si sono usati dei campioni di mangimi composti da matrici differenti.
Inoltre, si è anche potuta fare un’indagine conoscitiva sulle farine usate per l’alimentazione animale, per verificare se contenevano soia e/o mais geneticamente modificati; si sono anche analizzati dei semi di soia e mais.

La presenza di OGM è stata rilevata con metodi di analisi qualitativi tramite l’utilizzo di sistema PCR, analisi enzimatica ed elettroforesi e confermata (nei casi positivi) con metodi di analisi quantitativi, tramite sistemi PCR real-time con GeneAmp 5700.
Le analisi fatte in questo lavoro sono un esempio di come si possa eseguire un monitoraggio per verificare la presenza di OGM.

Le sequenze transgeniche inserite nei vegetali sono in continuo aumento e questo porta alla necessità di avere sempre più informazioni su queste nuove modifiche in modo da poter fare delle indagini sempre più approfondite e specifiche.

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INTRODUZIONE -3- INTRODUZIONE Il rapido sviluppo delle biotecnologie ha posto, negli ultimi tempi, pressanti interrogativi sulle conseguenze per l’uomo e l’ambiente derivanti dalla produzione in laboratorio di organismi geneticamente modificati (O.G.M.) destinati al consumo umano e animale (piante, alimenti e mangimi). Se da un lato la ricerca biotecnologica può contribuire in modo significativo allo sviluppo scientifico e alla produttività economica, dall’altro, l’assenza di una chiara comprensione degli effetti ambientali e sanitari degli OGM, pone il problema dell’applicazione del “principio di precauzione” alla loro regolamentazione e introduzione sul mercato, com’è avvenuto in sede europea con una specifica direttiva comunitaria. Per valutare il rispetto di tale regolamentazione, risulta quindi necessaria un’efficace rete di monitoraggio e controlli in grado di agire, non solo a livello di identificazione dei prodotti manipolati, mediante analisi di laboratorio, ma anche di intervenire sulla circolazione del materiale OGM e sulla filiera produttiva. L'incremento su scala planetaria dell’estensione territoriale dedicata alla coltivazione di organismi vegetali geneticamente modificati e del numero delle specie di OGM coltivate, insieme con l'aumento degli scambi commerciali internazionali, hanno indotto il coinvolgimento della UE nella possibile commercializzazione di alimenti costituiti da un unico ingrediente, o contenenti ingredienti, derivati da alimenti geneticamente modificati. La coltivazione ed il consumo di organismi vegetali geneticamente modificati pone indubbiamente problemi di sicurezza e di salubrità che sono stati peraltro affrontati da tempo dagli organismi internazionali. Nel 1990 si è tenuta una prima riunione congiunta WHO/FAO sulle strategie per valutare la sicurezza degli alimenti prodotti mediante le biotecnologie, seguita da una del 1993 della WHO sul problema dei geni marker, da una WHO/FAO del 1995 sulla valutazione di sicurezza degli alimenti nel loro complesso, da una WHO, sempre del 1995, sui principi della sostanziale equivalenza ed infine da una congiunta FAO/WHO del 1996 su biotecnologie e sicurezza alimentare nei loro molteplici aspetti. Sono in programma prossime riunioni FAO e WHO per meglio sviluppare e definire il criterio della sostanziale equivalenza.

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Informazioni tesi

  Autore: Denis Polato
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Giorgio Gilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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