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E-democracy come processo di coltivazione raffinata del consenso. La partecipazione ai processi decisionali nel policy making della P.A. locale

Il progetto punta ad elaborare riflessioni circa le caratteristiche del nuovo rapporto tra i cittadini ed i lori amministratori mediato dalle tecnologie, al fine di valutare la qualità del cambiamento interno alla singola amministrazione, nonché i ritorni in termini di sviluppo territoriale e di integrazione e coesione sociale (il capitale sociale del territorio). Nello specifico, i concetti-chiave attorno cui ruota questo lavoro sono: democrazia, governance e rappresentanza politica nell’età dell’informazione e comunicazione.
La partecipazione dei cittadini è uno dei quattro pilastri del modello di
governance europea1 (Raccomandazione 19 (2001) del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, su Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica a livello locale).
Nei fatti, la grande partecipazione al bando di e-democracy2 previsto dal
documento di avvio della Seconda Fase del Piano Nazionale di e-government promossa dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie mostra come una delle direzioni di cambiamento sia rappresentata dalla ricerca di un nuovo rapporto e un nuovo dialogo con i cittadini, sul tema dei servizi come sulle scelte politiche locali.
Il presente lavoro si situa all’interno della teoria sociale dei media, e si prefigge di approfondire la comprensione dei processi implicati nelle recenti esperienze di democrazia elettronica locale, con un interesse specifico per le implicazioni in materia di vecchie e nuove forme della politica nell’intreccio con l’ICT, tra democrazia, partecipazione e rappresentanza.
L’occasione di studio è l’analisi di un’esperienza locale di best practice avviata e promossa dalla rete civica bolognese Iperbole (operativa dal 9 gennaio 1995), che ha invitato gli users tramite e-mail ad intervenire sul tema del traffico urbano (trasporto pubblico e privato), ottenendo 362 adesioni per un totale di 712 messaggi/contributi.
L’approccio adottato è fondamentalmente culturale nel senso indicato da
Thompson, ossia “che si occupa sia del contenuto di significato delle forme simboliche sia della loro contestualizzazione sociale”, subordinando a questo l’interesse per le specifiche tecniche dei media, nella convinzione che la svolta sociale individuata a partire dagli anni Sessanta in termini di modernità a contenuto di ‘conoscenza’ (scienza e tecnica) come dimensione che ha sopravanzato quelle di ‘capitale’ e ‘lavoro’ manca di premettere che la disuguaglianza della distribuzione
della prima va ad innestarsi sulle preesistenti strutture delle disuguaglianze del possesso ed acquisizione materiali delle seconde.
La metodologia seguita si avvale di una prima analisi secondaria degli atti e dei dati del progetto con l’ausilio di parametri e linee guida ricavate dalle esperienze incrociate dell’OECD, del Formez e della RUR. Questa prima parte rileva e considera attentamente l’input side del progetto.
Segue un’analisi prettamente qualitativa per mezzo di interviste non
strutturate (e racconti biografici) agli attori direttamente coinvolti nel progetto a vario titolo (cittadini, esperti, PAL).
Per chiudere il cerchio, si cerca un riscontro, la valutazione dell’incidenza
dell’esperienza di partecipazione nelle politiche conseguenti relative al
tema/settore discusso. Si tratta della prova del nove, che pertiene l’output side del progetto, ovvero il raccordo con le procedure formali della PAL (legittimità formale) o l’inclusività extra legem (legittimità sostanziale), tra hard e soft law. Il problema è quello della traduzione da conclusioni condivise ad atti giuridici e decisioni, tra difficoltà, vincoli e risorse politiche ed amministrative.
La ricerca ruota intorno al desiderio di comprendere ed illustrare le forme ed i livelli di partecipazione consentiti ed espressi dal nuovo assetto tecnologico da un lato, e dall’assetto (ancora largamente tradizionale) politico, sociale ed organizzativo, dall’altro.

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1.1. E-democracy tra government e governance: definizioni e spunti critici. La democrazia rappresenta legittimamente e la demoscopia rappresenta statisticamente. STEFANO ROLANDO Comunicazione, dialogo, consenso. I decisori della Pubblica Amministrazione si propongono di governare “mediante l'ascolto dei cittadini e la comunicazione interna, i processi di verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti.” (Legge 150/2000). Il riferimento obbligato alla società dell’informazione implica che si parli non solo della dominanza dei mezzi di comunicazione in una società, ma soprattutto il modo in cui quegli stessi strumenti abbiano modificato l’atteggiamento psicologico ed antropologico dell’individuo, rendendolo fortemente partecipativo della realtà. Tale trasformazione psico-antropologica è particolarmente rilevante quando si analizza l’uso dei mezzi di comunicazione e le relative applicazioni al campo politico. Secondo l’associazione Elbacomunico 1 , possiamo suddividere tali applicazioni in tre categorie: 1) la prima è costituita dalle iniziative di cosiddetto e-government, ovvero l'utilizzo delle tecnologie nel processo di gestione ed amministrazione svolto da tutte le principali istituzioni pubbliche. Rientrano in questa categoria le azioni dirette ad informatizzare l'erogazione di servizi a cittadini ed imprese, e a consentire l'accesso telematico da parte degli utenti ai servizi e alle informazioni fornite della Pubblica amministrazione; 2) la seconda categoria comprende le iniziative e le risorse di rete volte a migliorare il rapporto partecipativo e la comunicazione tra le organizzazioni politiche tradizionali e i cittadini; 3) nella terza, infine, rientrano le numerose e molteplici forme di attivismo telematico che su Internet hanno trovato un ambiente ideale di sviluppo. Per ciò che riguarda la vita civile del cittadino egli, attraverso le nuove tecnologie, può avere la possibilità di partecipare in maniera attiva alla politica; i rapporti tra cittadino e istituzioni assumono caratteri estremamente diversi a partire dai settori pubblici, amministrativi e politici. De Kerckhove 2 evidenzia il fatto che questo significa che il patto fra 1 World Wide Web: < www.elbacomunico.com/democrazia.htm> 2 “Conversazione con Derrik De Kerckhove” di Michele Mezza, 03 maggio 2005. Da World Wide Web: < http://www.articolo21.info/notizia.php?id=1950>

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Lopedote
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Roberto Grandi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

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