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La tutela penale del domicilio informatico

Estratto della Tesi di Maurizio Torzulli

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20 29 e 30 del Trattato sull’Unione europea concernenti disposizioni sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Obiettivo della Decisione Quadro è stato quello di migliorare la cooperazione tra le autorità giudiziarie e le altre autorità competenti degli Stati membri, compresi la polizia e gli altri servizi specializzati incaricati dell’applicazione della legge, mediante il ravvicinamento delle legislazioni penali degli Stati membri nel settore degli attacchi contro i sistemi di informazione, procurati dalla criminalità organizzata e dalle organizzazioni terroristiche. 25 La Decisione Quadro 2005/222/GAI del 24 febbraio 2005, entrata in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, ha imposto il termine del 16 marzo 2007, agli Stati membri, come termine finale per la sua attuazione. Essa è composta di 13 articoli che hanno determinato un impatto sia sulla normativa già in vigore in materia di criminalità informatica, sia sulla normativa già vigente in materia della responsabilità delle persone giuridiche. In particolare: - l’art. 1 fornisce una ulteriore lettura di definizioni di concetti già enucleati dal legislatore italiano quali, ad esempio, quello di “sistema di informazione” o di “dato informatico” o di “persona giuridica”; - l’art. 2, rubricato “accesso illecito a sistemi di informazione” disciplina l’accesso o l’interferenza, non autorizzati dal titolare del diritto di proprietà o di un altro diritto, al sistema ovvero comunque non consentiti ai sensi della legislazione nazionale. In particolare, ciascuno Stato membro deve adottare le misure necessarie affinché l’accesso intenzionale, senza diritto, ad un sistema di informazione o ad una parte dello stesso sia punito come reato, almeno per i casi gravi; - L’art. 3, dello stesso tenore, rubricato “interferenza illecita per quanto riguarda i sistemi”, vieta espressamente “l’atto intenzionale di ostacolare gravemente o interrompere il funzionamento di un sistema di informazione mediante l’immissione, la trasmissione, il danneggiamento, la cancellazione, il deterioramento, l’alterazione, la soppressione di dati informatici o del renderli inaccessibili”. Segue l’art. 4, che si riferisce sempre alla interferenza illecita ma rispetto ai dati; - L’art. 5, rubricato “istigazione, favoreggiamento nonché complicità e tentativo”, dispone che ciascuno Stato membro debba prevedere norme 25 Decisione Quadro 2005/222/GAI, del Consiglio dell’Unione Europea, del 24 febbraio 2005, relativa agli attacchi contro i sistemi di informazione, in http://eur-lex.europa.eu/.
Estratto dalla tesi: La tutela penale del domicilio informatico

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La tutela penale del domicilio informatico

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Torzulli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università Telematica TEL.M.A.
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Angelo Carmona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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