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Il Presidente del Consiglio nell'evoluzione della forma di governo

Estratto della Tesi di Stefano Gentile

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25 Ciò nonostante, i due organi entrarono a far parte dell‟organizzazione costituzionale ed amministrativa dello Stato piemontese fin dai primi giorni della sua costituzione, avvenuta con la promulgazione dello Statuto (4 marzo 1848). La risoluzione sovrana costitutiva del primo ministero post-statuto (pubblicata sulla Gazzetta piemontese del 16 marzo 1848, n. 66) definiva, infatti, il Conte Cesare Balbo «Presidente del Consiglio dei ministri» 72 , così ammettendo implicitamente sia l‟esistenza del Consiglio dei ministri 73 che quella del suo Presidente 74 . Nei primi tempi dello Statuto, tuttavia, il diritto scritto tralasciò di disciplinare tanto le funzioni quanto la posizione costituzionale del Presidente del Consiglio, ridotta a quella di semplice presidente di collegio e di rappresentante di questo di fronte ai terzi 75 . 72 R. Di Passio, La struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in Riv. trim. sc. amm., 1976, n. 4, p. 606 in nt. 2. Alcuni Autori, come A. Predieri, Lineamenti della posizione costituzionale del Presidente del Consiglio dei Ministri, Firenze, 1951, p. 31; N. Picella, L’organizzazione della amministrazione centrale, in Amm. civ., Numero speciale – Cento anni di amministrazione pubblica, 1961, p. 131; F. Pergolesi, Diritto costituzionale, Ristampa della XV ed. con appendice di aggiornamento, II, Padova, 1968, p. 9; E. Rotelli, La Presidenza del Consiglio, op. cit., p. 29; F. Staderini, L’ordinamento della Presidenza del Consiglio, in Costituzione e struttura del Governo: il problema della Presidenza del Consiglio, ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche diretta da E. Spagna Musso, Padova, 1979, p. 136; I. Tucci, Aspetti storici del problema della Presidenza del Consiglio, in Costituzione e struttura del Governo, op. cit., p. 32, nt. 13 e F. Donati, La responsabilità politica dei Ministri nella forma di governo italiana, Torino, 1997, p. 57, nt. 16 riconducono al decreto reale di nomina di Cesare Balbo il primo riconoscimento ufficiale della carica di Presidente del Consiglio; altri Autori, come T. Marchi, Lo Statuto Albertino, op. cit., p. 201, nt. 48; V. Montulli, Il Primo Ministro nel nuovo diritto italiano, Piacenza, 1927, p. 64; O. Ranelletti, Istituzioni di diritto pubblico, op. cit., p. 177, nt. 1; E. Sailis, Considerazioni e note, op. cit., p. 118; L. Preti, Il Governo nella costituzione italiana, Milano, 1954, p. 19, nt. 5 e C. Mortati, L’ordinamento del governo, op. cit., p. 66, nt. 7 fanno, invece, riferimento al decreto reale di nomina di Perrone di San Martino del 2 ottobre 1848. 73 Una specie di Consiglio dei ministri esisteva, in realtà, già nel periodo precostituzionale: si trattava, come osserva C. Lavagna, Contributo alla determinazione dei rapporti giuridici fra Capo del Governo e Ministri, Roma, 1942, p. 21, nt. 30 del «Consiglio di conferenza», un organo meramente «ausiliario» della Corona, istituito da Vittorio Emanuele I col Regio Biglietto del 1° maggio 1815 (e disciplinato, per ultimo, dal Regio Biglietto del 9 ottobre 1841) restato in vigore sino al decreto D‟Azeglio del 1850, che ne regolò la competenza in armonia con i nuovi principi statutari. Tale «Consiglio di conferenza», come precisa R. Porrini, I Ministeri, in V.E. Orlando (a cura di), Primo Trattato completo di diritto amministrativo italiano, I, Milano, 1897, p. 574 era, però, tutt‟altra cosa rispetto al Consiglio dei ministri, nonostante la sua apparente somiglianza: formato da ministri che non erano responsabili e, talvolta, anche da altri uomini di fiducia del sovrano, e presieduto dal Re cui spettava la decisione finale su ogni affare, il Consiglio di conferenza non partecipava all‟esercizio del potere sovrano e, salvo casi eccezionali, non aveva una propria autorità, ma ogni suo potere era subordinato al volere del Re. 74 Non si trattava, comunque, di una figura del tutto estranea alla tradizione amministrativa ed all‟ordinamento giuridico dei diversi Stati italiani: come osserva A. Marongiu, Formazione storica unitaria ed ordinamento dello Stato italiano, Firenze, 1954, p. 34, infatti, «nello stesso Piemonte, ancor prima dello Statuto, c‟era uno tra i ministri che aveva sugli altri una certa preminenza, conformemente e per effetto della naturale evoluzione del gabinetto in organo omogeneo avente un suo proprio capo, incaricato, se non altro di portare a conoscenza degli altri organi dello Stato le decisioni e le intenzioni dell‟organo collegiale». 75 A. Predieri, Lineamenti, op. cit., p. 36.
Estratto dalla tesi: Il Presidente del Consiglio nell'evoluzione della forma di governo

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Il Presidente del Consiglio nell'evoluzione della forma di governo

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Gentile
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Salvatore Bonfiglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 410

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