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Progetto di recupero e riuso dell'archeologia industriale: una ''posada'' nella laveria di antracite di Seui

Estratto della Tesi di Michela Medda

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era un edificio già alterato e lavorando lì per molti anni ho scoperto che, con tutto il rispetto per la storia, la storia non è diversa da noi. Anche noi siamo storia.” 4 […]. Di fronte ai resti, senza più unità figurativa, di quello che un tempo era un monastero, Souto de Moura sceglie di valorizzare l’immagine presente del rudere e di utilizzarla per disegnare un hotel contemporaneo, un edificio per i tempi moderni. Nonostante conosca a menadito i modi con cui il monastero si mostrava nelle varie epoche della storia, almeno per il caso di Bouro ritiene che nessuna di esse abbia maggior valore rispetto alle altre, neanche la fisionomia appena precedente al decadimento che invece Tavora aveva ripristinato a Santa Marinha. L’aderenza ai principi del Restauro Critico pare essere più forte in Souto de Moura, oppure la sua sensibilità personale lo induce naturalmente ad avere una maggiore fiducia nella contemporaneità, nell’evoluzione dettata dalla successione delle culture, fatto sta che esteriormente il monumento appare come una rovina grazie alla scelta di infissi 4 http://www.floornature.it/architetto_intervista metallici minimali che mostrano solo il vetro, le pareti consolidate ma non intonacate, il tetto rifatto come un tetto verde piano. Particolarmente esemplificativo di questa scelta figurativa è lo spazio del chiostro, straordinaria sala da estar all’aperto dal sapore romantico suggerito dall’abbondanza dei lacerti della fabbrica lasciati in terra, dalle superfici non ripulite coperte dal muschio, ma, sopratutto, dalla mancata ricostruzione della copertura dell’ambiente di deambulazione per cui rimane in piedi, isolata, la parete di delimitazione della corte. Le funzioni interne ricalcano per quanto possibile quelle originali, con gli spazi comuni composti da sala da estar, ristorante, sala biliardo, sala TV al piano terra, le stanze al primo piano. Fanno eccezione l’auditorium e gli spazi per esposizioni localizzati al piano terra dell’ala meridionale. La cifra stilistica che caratterizza gli interni è un sofisticato e contemporaneo minimalismo, non ci è dato sapere se Souto de Moura abbia scelto questo stile perchè particolarmente adatto a replicare l’austerità del monastero ma l’atmosfera che si respira sembra essere proprio quella. Le pareti sono con la pietra a vista o intonacate con intonaco liscio e lasciati in pietra solo gli stipiti dei varchi, i pavimenti rifatti in pietra negli ambienti comuni o in parquet nei corridoi delle stanze (presumibilmente per attutire i rumori di calpestio come a Santa Marinha), i battiscopa classici sono sostituiti da esili tubi metallici, le porte sono lastre metalliche col telaio fisso occultato (di colore verde rame nei servizi). Menzione a parte meritano alcuni elementi di “aggiornamento costruttivo” inseriti liberamente dal progettista per risolvere problemi altrimenti irrisolvibili, come ad esempio i solai completamente rifatti con l’intradosso in acciaio corten lasciato in vista oppure due travi in calcestruzzo che servono ad aprire gli spazi per una sorta di open space della sala da estar – bar. Gli arredi sono semplicissimi, gli unici elementi 18 Figura 12. Immagine del tetto verde. (Foto L. Cannas, M. Medda 2010) Figura 13. Immagine del chiostro. (Foto L. Cannas, M. Medda 2010)
Estratto dalla tesi: Progetto di recupero e riuso dell'archeologia industriale: una ''posada'' nella laveria di antracite di Seui

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Progetto di recupero e riuso dell'archeologia industriale: una ''posada'' nella laveria di antracite di Seui

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Informazioni tesi

  Autore: Michela Medda
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria edile - Percorso restauro
  Relatore: Antonello Sanna
Coautore: Leonardo G.F. Cannas
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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