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Da Edmond Degrange a Francesco Marchi e la rinascita della ragioneria italiana

Estratto della Tesi di Alessandro D'amico

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loro opero portarono alla diffusione prima, e all'affermazione poi, del metodo italiano in tutta Europa. 6 A sostenere tale tesi però, non si trovavano di comune accordo tutti gli autori dell'epoca, tanto che, in particolare il Luchini, nella sua opera affermava che la dominazione degli stati Europei, in particolare quella Austriaca, non costituiva un freno per lo sviluppo della disciplina contabile Italiana, ma al contrario poteva essere solo fonte di alimentazione dell'ingegno e dello sviluppo di opere per gli autori protagonisti di quel contesto. 7 l'invito di Ludovico il Moro a lavorare a Milano, dove collaborò con Leonardo da Vinci. Sullo scorcio del 1499 con Leonardo abbandonò Milano minacciata dall'arrivo delle truppe francesi di Luigi XII per recarsi prima a Mantova alla corte di Isabella d'Este, sorella di Beatrice d'Este moglie di Ludovico il Moro, e quindi a Venezia. Per Isabella scrisse il trattato ''De ludo scachorum', prezioso manoscritto sul gioco degli scacchi, introvabile per cinquecento anni e riconosciuto dal bibliofilo Duilio Contin tra i libri della Fondazione Coronini Cronberg di Gorizia, ospitati dalla Biblioteca Statale Isontina, nel dicembre del 2006. Nel 1494 pubblicò a Venezia una vera e propria enciclopedia matematica, dal titolo ''Summa de arithmetica, geometria, proportioni e proportionalità'' (stampata e pubblicata con Paganino Paganini), scritta in volgare, come egli stesso dichiara (in realtà utilizza un miscuglio di termini lingua latina latini, lingua italiana italiani e lingua greca greci), contenente un trattato generale di aritmetica e di algebra, elementi di aritmetica utilizzata dai mercanti (con riferimento alle moneta/monete, peso/pesi e unità di misura/misure utilizzate nei diversi stati italiani). Uno dei capitoli della ''Summa'' è intitolato ''Tractatus de computis et scripturis''; in esso viene presentato per la prima volta il concetto di partita doppia (e quindi: "Dare" e "Avere", Bilancio d'esercizio, inventario) che poi si diffuse per tutta Europa col nome di "metodo veneziano", perché usato dai mercanti di Venezia. Con il Paciolo si apre la cosiddetta età moderna della ragioneria, con la sua “Summa”, tra le tante cose, segna il passaggio della disciplina contabile da arte a tecnica. (Citato da http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Pacioli) 6) FEDERIGO MELIS, “Storia della ragioneria: Contributo alla conoscenza e interpretazione delle fonti più significative della storia economica”, Bologna, Zuffi, 1950, op. cit., pag. 714 7) Il Luchini in specie nella sua opera scriveva: “Il diciottesimo secolo, col quale l'organizzazione sociale andava man mano prendendo nuova e più regolare forma per la cresciuta civiltà, cui non poco contribuirono le teorie divulgative della nuova Scuola degli Enciclopedisti di Francia, che trovò proseliti pure in Italia, fra cui nel Beccaria, nei Verri, nei Filangieri, nei Romagnoli, nei Gioja, e per la quasi cessata agitazione delle continue guerre, fu fecondo di progressi anche per la
Estratto dalla tesi: Da Edmond Degrange a Francesco Marchi e la rinascita della ragioneria italiana

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Da Edmond Degrange a Francesco Marchi e la rinascita della ragioneria italiana

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro D'amico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Stefano Coronella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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