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L'avventura di RT90. La voce intangibile di un popolo nel panorama radiofonico degli anni '90

Estratto della Tesi di Lucia Geremia

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15 “La radio dà le notizie, la televisione le illustra, i quotidiani le approfondiscono” e, infatti, se l’informazione diviene un biglietto da visita della radio, per immediatezza e accessibilità, per la radio pubblica costituisce sin dall’inizio uno dei segmenti più esclusivi del servizio. La RAI anche dopo l’arrivo delle emittenti private non ha praticamente avvertito la concorrenza se non dalle radio politiche, molto attente alla “controinformazione”. 14 Con la riforma i Gr diventano tre, uno per rete. Nel 1994 si tenta di riunificarli in Radio Uno, lasciando alle altri reti solo brevi flash. In Rai i giornali radio, costruiti da giornalisti professionisti, sono cosa diversa dai “programmi”, cioè dalle trasmissioni culturali e d’intrattenimento, che hanno un altro budget e personale sotto diverso contratto. Un’organizzazione che non tiene conto del dilagante infotainment. Da sempre i Gr si costruiscono con campiture di spazio di circa mezz’ora, soprattutto al mattino con notiziari di tipo “generalista”. Con il tempo, i giornali radio su argomenti specifici si dilatano e compaiono “notiziari flash” e rubriche d’attualità a punteggiare il palinsesto con una moltiplicazione dell’informazione. Nel 1996 l’arrivo del Gr sul web. Gli aspetti più innovatici in tale ambito nei primi anni emergono dall’esperienza di Radio anch’io (1975-1992), che si evolve tramite dei “fili diretti” e radiocronache in occasione di situazioni particolari con una continua triangolazione tra studio, gli inviati sul posto con i loro microfoni sempre aperti e i personaggi in collegamento telefonico. Una felice traslazione, invece, del modello sportivo si ritrova in “Tutto il calcio minuto per minuto” efficace e immediato, che abbatte mediazioni, filtri e pesantezze produttive. 15 Chiusa per sempre la stagione del “monopolio naturale” il servizio pubblico non è più definito, dunque, per la necessità di garantire la copertura nazionale, né di assicurare la formazione dell’opinione pubblica o il diritto alla libertà di espressione. Tutte funzioni che dovrebbero appartenere all’intero sistema. Un servizio pubblico tutta via definibile, proprio in tale sistema, altamente competitivo per le garanzie che può offrire all’equilibrio del mercato per fungere possibilmente da traino all’innovazione e agli investimenti tecnologici, per livellare verso l’alto e non certo verso il basso l’offerta dei programmi. Pubblico quindi come emittente, ma istituzionale come indotto. Di conseguenza, nuovi parametri che ridefiniscono questa diversa natura di servizio pubblico da cui emerge la funzione essenziale della politica e della sua opera eminente di indirizzo e di orientamento. Politica che prima del 2000 non ha messo in atto regole incisive in termini di ascolto e prestigio. Una questione, come appare tutt’oggi, di autonomia: in quanto, svincolare la radio pubblica dal servizio pp.79-80 14 A. Scaglioni “Lavorare alla radio”, Milano, Sperling & Kupfer, 1999, p. 3 15 E. Menduni, “Il mondo della radio. Dal transitor a Internet”, Il Mulino, Bologna 2001, pp. 203-205
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L'avventura di RT90. La voce intangibile di un popolo nel panorama radiofonico degli anni '90

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Geremia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo, Giornalismo
  Relatore: Paola Abbiezzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

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Parole chiave

radio
storia del settore radiofonico
la radio degli anni '90
le radio locali
radio triocola90
comunicazione e ascolto
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radio e tv
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