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Comunità terapeutiche: storia e modelli (il ruolo dell'assistente sociale nel percorso terapeutico riabilitativo)

Estratto della Tesi di Cecilia Balzano

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12 L’ufficializzazione di tale termine avvenne nel 1953 a conclusione dello studio dell’ OMS sulle organizzazioni psichiatriche internazionali in cui si proponeva l’idea che ogni ospedale psichiatrico dovesse trasformarsi in una comunità terapeutica. La prima “ comunità terapeutica per tossicodipendenti “ è unanimemente considerata Synanon , fondata nel 1958 ad Ocean Park , California, da Charles E.Dederich, un ex alcolizzato recuperato attraverso l’Anonima Alcolisti. Synanon House non si autodefiniva “ comunità, terapeutica “ anche perché questo termine non era ancora di uso corrente . (1) Già alla nascita delle CT il rapporto tra operatori e residenti si mostra come punto critico dell’equilibrio interno del gruppo di aderenti a tale esperienza. La storia e lo sviluppo del movimento delle comunità terapeutiche possono , in parte, essere letti come il susseguirsi di modificazioni nel modo di intendere tale equilibrio. Ciò che accade quasi contemporaneamente negli anni ‘50 e 60 in Inghilterra e negli Stati Uniti ma, a ben vedere, in molti altri paesi, particolarmente in Italia, dove prendono forma esperienze di aggregazione comunitaria è una esperienza storica unica ed estremamente interessante. Può avere molte chiavi di lettura ed essere studiata secondo plurimi codici di interpretazione. Nella letteratura sulla storia delle comunità ne emergono almeno due : quello tecnico professionale che rimanda alla rottura della epistemologia psicologica e psichiatrica ed alla conseguente apertura verso un processo di partecipazione del paziente al processo terapeutico e quello comunitario che presenta la nascita dei gruppi di comunità come uno spontaneo associarsi di soggetti volti ad una ricerca di formazione interiore , di conoscenza psicologica e di indirizzi filosofico morale. La democrazia e la gerarchia ( non a caso la prima distinzione tra il modello anglosassone e quello americano li designò come modello democratico e modello gerarchico), il senso del potere , la guida da parte di personalità carismatiche o l’orientamento dell’esperienza da parte di professionisti psicoterapeuti , la separatezza o l’integrazione della comunità terapeutica con il contesto sociale , la cronicità o la transitorietà dell’esperienza comunitaria , la concezione dell’uomo ed i valori sono alla base del diversi programmi di recupero. 1. Yablonsky L.: La comunità terapeutica; Roma –1988
Estratto dalla tesi: Comunità terapeutiche: storia e modelli (il ruolo dell'assistente sociale nel percorso terapeutico riabilitativo)

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Comunità terapeutiche: storia e modelli (il ruolo dell'assistente sociale nel percorso terapeutico riabilitativo)

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Informazioni tesi

  Autore: Cecilia Balzano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Anna Maria Campanini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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assistente sociale
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