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L'attaccamento nel ciclo di vita

Estratto della Tesi di Alessia Rizzo

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nella sua trattazione su Leonardo (1910), sembra considerare il guardare come una sorta d’incorporazione visiva, un bere con gli occhi, piuttosto che una modalità di relazione con dinamiche proprie, “Il vino entra dalla bocca, l’amore entra dagli occhi” (Freud, 1910). Tra il 6° mese di vita fino ai 3 anni di età, il bambino comincia a discriminare le persone che lo circondano. Compare quindi “la figura di attaccamento” cioè quell’oggetto privilegiato, questa persona infatti è colei che si prenderà cura del bambino, solitamente la madre. Verso i 7 / 8 mesi il bambino comincerà ad avere ansia verso una persona che sia estranea dal contesto familiare, diventando così ansioso e aggrappandosi alla madre come segno di protezione. Il bambino da qui comincia ad agire in modo goal-corrected, ovvero coordinando l’esecuzione dei comportamenti di attaccamento in modo organizzato rispetto allo scopo. Tale scopo viene chiamato set-goal ed è la regolazione omeostatica della vicinanza con la figura di riferimento in relazione a variazioni situazionali: in condizioni di pericolo questo sistema viene inibito e quindi vengono attivati quei comportamenti di attaccamento per avvicinarsi all’adulto. Se l’adulto accoglie tale situazione di pericolo e quindi si prenderà cura del bambino, allora egli si troverà in una situazione di sicurezza. Se invece questa situazione non fornisce una base sicura allora, il bambino sarà condotto in un sentimento di angoscia e di abbandono. Per Bowlby tale situazione nasce nel bambino dal 3° anno di vita e persisterà per tutta la vita; dai 3 anni in poi, il bambino arricchirà il suo repertorio del linguaggio, comincerà a pensare ai genitori come persone separate con propri progetti e scopi. Si viene a formare ora un rapporto reciproco tra la madre e il bambino, intuendo quali sono i movimenti, i sentimenti o le intenzioni della madre. Può ora arrabbiarsi con lei in modo diverso da come faceva prima mantenendo così sempre quel legame di attaccamento. Dunque, uno sviluppo adeguato e armonioso nella personalità del bambino dipende soprattutto da un ottimo attaccamento alla madre (o altra figura di riferimento), perché avendo sperimentato nel corso dello sviluppo delle figure valide quindi sensibili alle richieste di bisogno del bambino,
Estratto dalla tesi: L'attaccamento nel ciclo di vita

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L'attaccamento nel ciclo di vita

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Rizzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Educatore della prima infanzia
  Relatore: Lucia Parisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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