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La questione dell'animale in Derrida - A partire da un confronto con la posizione heideggeriana

Estratto della Tesi di Camilla Bonfioli

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15 non intende analizzare davvero se sia ipotizzabile o meno l’idea di un mondo senza animale 28 . All’animale di Descartes mancano due caratteristiche fondamentali che lo rendono profondamente differente dall’uomo: il linguaggio e la ragione, due facoltà che non possono essere riprodotte tramite delle reazioni meccaniche. L’assenza della ragione negli animali sarebbe, per Descartes, dimostrata dalla loro scarsa adattabilità alle varie situazioni in cui sono coinvolti. Essi, infatti, non hanno la capacità di imparare ciò che ignorano, cosa che sarebbe possibile avendo la ragione 29 . Da questa mancanza deriva anche l’impossibilità di avere il linguaggio, nonostante essi possano emettere suoni 30 . L’animale non può parlare perché i presupposti del linguaggio sono la capacità di pensiero e la ragione. Senza di esse, l’animale è solo in grado di avere reazioni meccaniche messe in atto da istinti o da stimoli esterni. Anche quando un animale reagisce a un ordine umano, a un richiamo o a un rumore, si tratta solamente di reazioni istintive, che non significano una comprensione del linguaggio umano. Allo stesso modo, i suoni che emette non sono mai null’altro che semplici suoni; dunque, egli non può rispondere a un’interrogazione da parte dell’uomo. All’animale manca allora anche la possibilità di rispondere: esse consiste, infatti, nella capacità di replicare a degli interrogativi specifici, mentre esso reagisce solo istintivamente. 31 Come Derrida sottolinea “la questione della risposta è dunque quella della domanda, della risposta come risposta a una domanda” 32 e il vero elemento discriminante tra uomo e animale è il fatto che “l’animale cartesiano sarebbe incapace di risposta a delle domande vere” 33 . Egli accusa Descartes di considerare rilevante solo la mancanza di vera e propria risposta verbale da parte dell’animale, evitando di stabilire quali siano le 28 Derrida sottolinea che Descartes manca di spiegare come un uomo possa essere in grado di fabbricare automi che siano diversi da sé se non ha mai visto altro essere vivente oltre a se stesso, che siano per di più somiglianti ad animali che non avrebbe mai visto. Si tratta, per Derrida, di una critica talmente elementare che rende evidente che lo scopo dell’esempio di Descartes fosse ribadire un’idea già espressa, più che dimostrare qualcosa. 29 Cfr. R. DESCARTES, Discorso sul metodo cit., p. 56. 30 “È cosa ben notevole che non ci siano uomini così ebeti e stupidi, senza eccettuare i più insensati, i quali non sappiano mettere insieme diverse parole in modo da comporre un discorso con il quale fare intendere i propri pensieri, mentre non c’è alcun animale tanto perfetto e felicemente nato che possa fare lo altrettanto.” Ivi, p. 55. 31 Cfr. R. DESCARTES, Lettera a padre Vatier cit., p. 550. 32 J. DERRIDA, L’animale che dunque sono cit., p. 132. 33 Ibid.
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La questione dell'animale in Derrida - A partire da un confronto con la posizione heideggeriana

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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Bonfioli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Bruna Giacomini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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