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Pedofilia: malattia o delitto?

Estratto della Tesi di Maria Luisa Fasulo

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16    1.3 La pedofilia tra paganesimo e cristianesimo Il paganesimo 38 ha avuto nei confronti dell'amore fra persone dello stesso sesso un atteggiamento in controtendenza rispetto a quello delle religioni monoteiste. Le maggiori correnti religiose pagane si sono concentrate nell’area della Mezzaluna fertile (Mesopotamia, Levante ed Antico Egitto) corrispondente all’attuale area mediorientale. La religione greco – romana, di età preclassica, non solo contemplava l'amore fra persone dello stesso sesso ma celebrava tale pratica nei miti e nei rituali. Gli stessi miti greci e latini esplicitano relazioni omosessuali, solitamente di tipo pederastico, fra una divinità di sesso maschile ed un mortale di sesso maschile. La chiave di lettura dei Racconti Epici contengono elementi che fanno ipotizzare che in origine il rapporto sessuale fosse la rappresentazione, simbolica e teologica, di un effettivo atto omosessuale a cui erano sottoposti i ragazzi nei riti di iniziazione, come rito di passaggio dall'adolescenza all'età adulta, per renderli fertili attraverso la trasmissione del seme. Il messaggio allegorico era quello della morte dell’adolescenza e della rinascita, dopo un periodo dedicato all'insegnamento della caccia, di un giovane adulto consacrato alla divinità. Diversi sono i miti in cui viene narrata la pratica della pederastia 39 . Celebri sono: il mito di Pelope 40 , quello di Laio e Crisippo 41 ed infine quello di Zeus e Ganimede 42 . Invece l’unico mito che                                                               38 Inteso come insieme di religioni politeiste praticate precedentemente al Cristianesimo in area europea e americana. 39 Maggi M. e Picozzi M. (2003), Pedofilia, non chiamatelo amore, Guerini e Associati, Milano, pagg. 78 e succ.; 40 Il mito racconta che Tantalo, figlio di Zeus, per provare l'onniscienza degli dei li invitò ad un banchetto in cui offrì loro le carni del giovane figlio Pelope. Essendosi accorti del macabro inganno, tutti i celesti allontanarono i piatti, eccetto Demetra che, sconvolta dalla perdita della figlia Kore, non vi badò e divorò una spalla. Gli dei dopo aver punito Tantalo resuscitarono Pelope, fornendogli una spalla d'avorio, creata da Efesto. Versioni minori raccontano che Pelope era nato con una malformazione alla spalla e che dopo essere stato assassinato, Rea, la divinità della terra gli diede con un soffio nuovamente la vita. Secondo un'altra versione, al banchetto indetto daTantalo, al quale partecipavano anche gli dei, Poseidone vedendo Pelope se ne innamorò, portandolo con sé sull'Olimpo. A causa della colpa del padre per l'aver offerto a degli uomini nettare e ambrosia, venne però rispedito sulla terra; 41 Secondo il mito tibetano, Crisippo era il figlio bastardo di Pelope e della ninfa Astioche, a cui faceva da istruttore nell'arte di guidare il cocchio. Costui abitava nella reggia del padre quando, esule da Tebe durante il regno di Anfione e
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Pedofilia: malattia o delitto?

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Luisa Fasulo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca d'Aiuto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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