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Bioadsorbimento di cadmio da soluzioni acquose mediante cellule di Saccharomyces cerevisiae immobilizzate su agarosio: studi cinetici, termodinamici e di desorbimento

Estratto della Tesi di Federica Lorenzo

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DA\ÇàÜÉwâé|ÉÇx 9 Arrivano nell’organismo attraverso i nutrienti, l’acqua o l’aria contaminati e interagiscono e legano le strutture cellulari in cui si depositano ostacolando lo svolgimento di funzioni vitali, senza poter essere eliminati. Rappresentano, dunque, un problema non trascurabile sia per i sistemi viventi, che per gli ambienti naturali di cui sono i maggiori inquinanti. Inoltre, il progresso tecnologico avuto nell’ultimo secolo nelle attività umane (agricole, industriali, di combustione) e la conseguente immissione nell’ambiente ne ha causato un accumulo crescente nella biosfera e il loro ingresso nella catena alimentare con gravi danni per l’uomo, gli animali e le piante. Dal punto di vista chimico, con il termine “metalli pesanti” ci si riferisce a quegli elementi chimici che hanno densità e numero atomico superiori rispettivamente a 5,0 g/cm 3 ed a 20, bassa solubilità dei loro idrati ed elevata tendenza a formare composti complessi. Esistono principalmente come cationi, ma possono assumere diversi stati di ossidazione a seconda delle condizioni di pH. In genere, nei più bassi stati di ossidazione sono ionici monoatomici (es. Cr 3+ ) mentre a quelli più elevati formano legami covalenti con l’ossigeno (es. CrO 4 2 ). Per l’elevata affinità che presentano verso i gruppi tiolici, amminici, fosforici e carbossilici possiedono un’alta propensione a combinarsi stabilmente con i siti più reattivi delle molecole costituenti la materia vivente [17-18]. Rientrano nella classificazione di metalli pesanti i seguenti elementi: l’alluminio, l’argento, il bario, il berillio, il cadmio, il cobalto, il cromo, il ferro, il manganese, il mercurio, il molibdeno, il nichel, il piombo, il rame, lo stagno, il titanio, il tallio, il vanadio, lo zinco ed alcuni metalloidi con proprietà simili a quelle dei metalli pesanti, quali l’arsenico, il bismuto ed il selenio. Molti tra questi (per esempio il ferro, il rame, il manganese, il selenio, lo zinco) sono cofattori essenziali di importanti reazioni metaboliche. Tuttavia, tutti, alcuni già a bassa concentrazione (metalli non essenziali) ed alcuni solo ad alta concentrazione (metalli essenziali), interferendo con numerosi processi biologici risultano tossici:  l’alluminio si deposita prevalentemente nel cervello determinando la comparsa di disturbi neurologici che nei casi più gravi degenerano nel morbo di Alzheimer [19] oltre ad altri importanti disordini che riguardano vari tessuti ed organi (pneumoconiosi, osteoporosi, rachitismo, reazioni cutanee, nefrite, epatopatie e coliti);
Estratto dalla tesi: Bioadsorbimento di cadmio da soluzioni acquose mediante cellule di Saccharomyces cerevisiae immobilizzate su agarosio: studi cinetici, termodinamici e di desorbimento

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Bioadsorbimento di cadmio da soluzioni acquose mediante cellule di Saccharomyces cerevisiae immobilizzate su agarosio: studi cinetici, termodinamici e di desorbimento

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Lorenzo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: CLASSE 8/S
  Relatore: Loredana Capobianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

metalli pesanti
saccharomyces cerevisiae
bioremediation
tossicità
funghi
biomasse
cadmio
s. cerevisiae
inquinamento da metalli
bioadsorbimento

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