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''Sogno o son desto ?'' Lavoro onirico e produzione cinematografica

Estratto della Tesi di Loredana Salerno

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sperimentali a proposito erano già state riscontrate negli studi di Michotte (1948) sull'impressione di realtà nei quali si sottolineava come l'assenza di movimento dello spettatore aumentasse l'attenzione riservata alle immagini riprodotte sullo schermo potenziandone la valenza, quasi come a concentrarvi l'energia rimasta inutilizzata (www.treccani.it). C. Metz (1977) ha dedicato un ampio studio alla correlazione tra cinema e sogno che lo ha portato ad evidenziare come, a monte di numerose collinearità e parallelismi, tra le due dimensioni esistano anche delle differenze identificabili in base al grado di consapevolezza del soggetto, in quanto, a differenza dello spettatore, il “sognatore” non è consapevole di sognare; in base al contenuto dell'oggetto di rappresentazione in quanto oggetto del sogno sarà certamente patrimonio del sognatore mentre lo spettatore usufruisce di un materiale esterno; in base alla universalità della struttura manifesta che necessita e mostra maggior logicità poiché destinata non al singolo spettatore, come nel sogno, bensì alla moltitudine della platea (De Rossi, www.psyeco.altervista.org). Le differenze cosi delineate da Metz sono le stesse per l'autore, che avvicinano lo stato filmico più allo stato di ipnosi che a quello del sogno. Il processo ipnotico infatti prevede un meccanismo determinato a priori, precostituito come è la costruzione di un film; entrambi si identificano come esterni al soggetto per contenuti ed infine ancora differentemente dal sogno, è l'individuo che consapevolmente si pone nelle condizioni di assistere ad un film o di sottoporsi a ipnosi (Albano L.,ww.treccani.it). 1.2) Dal lavoro onirico al dispositivo cinematografico Nell'affrontare il rapporto che intercorre tra psicoanalisi e cinema si è spesso considerato (Savio, Albano, Morin, Senatore) che gli elementi strutturanti della produzione cinematografica potessero essere paragonabili a quelli che sono gli elementi caratterizzanti il lavoro onirico: spostamento, simbolizzazione, condensazione, elaborazione secondaria esplicitati attraverso la varietà via via arricchitasi degli strumenti tecnici di riproduzione degli effetti speciali . Gli incubi del protagonista di Spellbound (1945) nei disegni di Salvador Dalì (www.cyberhead2010.net) Ed in effetti la storia del cinema è ricca di esempi di produzioni memorabili dove perfino la semplice immagine di un oggetto o di una parte del corpo opportunamente ritagliata e/o alterata nelle sue qualità può assumere una valenza funzionale in ambito d'interpretazione psicoanalitica. Uno dei registi che ha dato un contributo decisivo all'utilizzo dell'inquadratura surreale del 7
Estratto dalla tesi: ''Sogno o son desto ?'' Lavoro onirico e produzione cinematografica

Estratto dalla tesi:

''Sogno o son desto ?'' Lavoro onirico e produzione cinematografica

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Informazioni tesi

  Autore: Loredana Salerno
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Angela Tagini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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Parole chiave

sogno
lavoro onirico
cinematerapia

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