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Metodologia LCA applicata alla gestione del rifiuto secco residuo conferito all’impianto d’incenerimento di Tossilo a Macomer

Estratto della Tesi di Alessandra De Carolis

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13 consumo di imballaggi sul mercato nazionale del 3% rispetto al 2009 (pari a 322 mila tonnellate circa), per un totale di 11 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, l'86% del recupero complessivo di tali rifiuti, corrispondente a oltre 7,3 milioni di tonnellate, è rappresentato dal recupero di materia; il restante 14%, più di 1 milione di tonnellate, costituisce il recupero energetico. 1.3 La normativa nazionale in materia di rifiuti Il Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 riscrive ed integra buona parte delle disposizioni della parte quarta del D.Lgs. 152/2006 4 (Codice dell’ambiente) al fine di recepire la nuova normativa europea in tema di rifiuti introdotta dalla direttiva 2008/98/CE e di armonizzare le norme riguardanti il SISTRI (sistema di tracciabilità dei rifiuti) con le disposizioni del Codice, anche introducendo il relativo sistema sanzionatorio. Il Decreto si compone di 39 articoli e 5 allegati (che sostituiscono i corrispondenti allegati alla Parte IV del Codice, ad eccezione dell’allegato L). Sono invece abrogati gli allegati A, G ed H. Il Decreto definisce la gestione dei rifiuti come attività di pubblico interesse e prescrive che i rifiuti debbano essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e al paesaggio. La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione, prevenzione, sostenibilità, proporzionalità, responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione, utilizzo e consumo di beni da cui originano i rifiuti, nonché del principio del “chi inquina paga”. A tale fine la gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza, fattibilità tecnica ed economica, nonché nel rispetto delle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali. Al fine di rafforzare la prevenzione e facilitare l’utilizzo efficiente delle risorse durante l’intero ciclo di vita il Decreto stabilisce che possono essere adottati appositi decreti del Ministro dell’Ambiente che fissano le modalità e i criteri di introduzione della responsabilità estesa del produttore del prodotto, inteso come qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti, nell'’organizzazione del sistema di gestione dei rifiuti e nell’accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo il loro utilizzo. Il nuovo Decreto riprende il concetto di gestione dei rifiuti della Direttiva 2008/98/CE, che deve avvenire nel rispetto della gerarchia che stabilisce un ordine di priorità su ciò che costituisce la migliore opzione ambientale: 4 Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Norme in materia ambientale (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006).
Estratto dalla tesi: Metodologia LCA applicata alla gestione del rifiuto secco residuo conferito all’impianto d’incenerimento di Tossilo a Macomer

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra De Carolis
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Antonio Lallai
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

rifiuti
valutazione impatto ambientale
depurazione acque
bonifica siti inquinati
metodologia lca (life cycle assessment

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