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Il principio di mutualità prevalente nelle cooperative e la normativa delle agevolazioni fiscali

Estratto della Tesi di Daniele Calimera

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8 emergono due concetti che caratterizzano la cooperazione: la “ mutualità “ e l’assenza di fini di speculazione privata. Dall’analisi lessicale della formula usata dal legislatore, non risulta agevole capire l’essenza di questi concetti. Bisogna necessariamente far riferimento al reale contesto normativo e di mercato in cui operano le società cooperative, poiché dalla sola lettura del testo, non è possibile apprezzare il significato della locuzione “ cooperazione a carattere di mutualità “, in quanto la mutualità, ossia lo scambio e la condivisione di utilità tra associati, è un elemento che ritroviamo sia nella cooperazione che nelle altre forme associative non economiche quali per esempio le associazioni di volontariato, le società di mutuo soccorso, ecc. Si possono trovare esempi di associazioni mutualistiche, non in forma di società cooperativa 15 , mentre non può in nessun caso concepirsi una società cooperativa non mutualistica, salvo che ci troviamo di fronte a una “falsa” cooperativa, posta in essere soltanto per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge, del costo del lavoro più basso, ecc. Anche l’analisi della locuzione “cooperazione senza fini di speculazione privata” può risultare di non facile comprensione, se si pensa che nella realtà operativa esistono società cooperative, caratterizzate da una gestione economica volta a coprire i costi dell’attività e a generare utili d’esercizio 16 . Un’interpretazione meramente letterale potrebbe indurre a pensare che le società cooperative non possono assolutamente produrre utili. Questo pensiero costituisce un paradosso inaccettabile se si pensa che nell’art. 45, Cost. It. , il legislatore ha il compito di favorire la diffusione della cooperazione. Il divieto di produrre utili d’esercizio disincentiverebbe sicuramente la diffusione della cooperazione. Quindi la formula, “cooperazione senza fini di speculazione privata” non va intesa come divieto di produrre utili. Per meglio comprendere il significato della norma costituzionale, è opportuno analizzare brevemente l’evoluzione del modello di società cooperativa. Dall’analisi dell’evoluzione dell’ordinamento positivo in materia di cooperazione possiamo individuare quattro modelli di società cooperative: 15 Si pensi alle società di mutuo soccorso in cui gli associati sono tenuti a versare un contributo al fine di ricevere tutela contro eventi quali: malattia, incidenti sul lavoro, ecc. 16 Gli utili d’esercizio realizzati da una società cooperativa sono soggetti a delle limitazioni stringenti imposte dalla legge. La legge prevede l’obbligo di accantonamento del 30% degli utili netti annuali a riserva legale. Un ulteriore 3% deve essere destinato ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Estratto dalla tesi: Il principio di mutualità prevalente nelle cooperative e la normativa delle agevolazioni fiscali

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Il principio di mutualità prevalente nelle cooperative e la normativa delle agevolazioni fiscali

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Calimera
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Egidio Marotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 21

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Parole chiave

costituzione
cooperazione
agevolazioni
esenzioni
mutualità
art. 45

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