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Il proibizionismo delle droghe

Estratto della Tesi di Andrea Biondini

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11 principio etico. Non a caso, propri gli intossicanti più nocivi come alcol e tabacco sono spesso ampiamente tollerati. 19 Per approfondire tale tematica, è necessario ricostruire le vicende che hanno influenzato la storia sociale delle droghe degli ultimi due secoli, con specifico riferimento agli Stati Uniti, poiché sono il primo stato a muoversi nella direzione proibizionista, esportando questo nuovo modello di controllo sociale nel mondo. 1.1. HARRISON ACT: Alla fine dell’ottocento come detto poc’anzi, numerosi stati negli U.S.A. adottarono normative restrittive in tema di oppiacei e derivati. Nel 1898, gli U.S.A. dopo la vittoria nel conflitto bellico contro le Filippine 20 , acquisirono il monopolio nel mercato degli oppiacei. L’occasione fu propizia, poiché gli Stati Uniti capirono immediatamente che questo poteva consentirgli di assumere in prima persona il comando e farsi promotori di campagne morali contro gli oppiacei anche in Europa. Cosi, nel 1905, fu varato il Pure Food and Drug act, con il quale si regolamentavano la vendita dei preparati concentrati a base di oppio, costringendo i produttori e rivenditori a specificare la composizione del prodotto nelle confezioni 21 . Dietro a tale legge, vi furono fortissime pressioni di natura economica, non a caso il governo americano fu appoggiato da farmacisti e medici, i quali, da decenni ottenevano ingenti rendite dalla vendita degli oppiacei e di conseguenza avevano tutto l’interesse personale di limitare il libero commercio delle cosiddette patent medicines. Successivamente, nel 1908, gli U.S.A. con l’emanazione dell’opioum exclusion act 22 , vietarono l’importazione degli oppiacei, limitando il loro consumo solo per fini medici e scientifici. Lo stesso anno, su suggerimento del vescovo Brent e Manila, due grandi attivisti in tema di anti-oppiacei, il presidente americano Ronald Roosvelt diede il via alla conferenza mondiale di Shangai. Tra le risoluzioni adottate nella conferenza, una delle più importanti fu la limitazione del commercio degli oppiacei per solo motivi medico-scientifici accogliendo l’idea che il consumo fuori dalle categorie indicate, fosse solo un male 23 . La strada della commissione di Shangai porta alla conferenza dell’Aja, tenuta nel gennaio 1912 e presieduta sempre dal vescovo Brent. Dopo duri scontri tra 19 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.30 20 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.70 21 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.70 22 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.70 23 M. Verga. Guerrini, La droga espiatoria- un’analisi critica del proibizionismo- 2004, Milano p.70
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Il proibizionismo delle droghe

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Biondini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Stefano Bartolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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Parole chiave

mafia
droga
proibizionismo
stupefacenti
economia illegale
marihuana tax act
harrison act

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