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Il bestiario di Dino Buzzati

Estratto della Tesi di Andrea Suverato

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8 romanzi (Bàrnabo nel romanzo d'esordio, il Colonnello Procolo nel «Bosco Vecchio») si presentano come antieroi: entrambi, nel corso di queste narrazioni, si macchiano di colpe molto gravi, che ne determinano una sorta di emarginazione rispetto al contesto nel quale sono inseriti. In entrambi i casi, anche il finale rifiuta qualsiasi tipo di grandeur; esso se mai consiste in un riscatto morale dei due protagonisti, un'azione attraverso la quale riescono a redimersi dai torti commessi, e a riguadagnare, senza troppi clamori, quella dignità di uomo che era loro mancata per lungo tempo. Ed è proprio in questo percorso di redenzione, che occupa le battute finali di entrambe le storie prese in esame, che cala la nostra attenzione. Sia Bàrnabo che Procolo, difatti, trovano nel mondo naturale, e in particolare negli animali, dapprima un pungolo che risveglia in loro sentimenti nuovi e confusi, e in seguito un deviatoio che immette questi pensieri sui giusti binari, concretizzandoli in azioni salvifiche. Il romanzo Bàrnabo delle montagne, prima prova letteraria di Dino Buzzati, racconta le vicende che vedono come protagonista un giovane guardaboschi, che vive con i suoi compagni tra le montagne di S. Nicola, nella cosiddetta Casa dei Marden, nella Valle delle Grave. Uno dei compiti ai quali devono assolvere è il monitoraggio della Polveriera, un vecchio deposito di munizioni ed esplosivi, inutilizzato da tempo, che in passato era stato teatro di diversi furti. Tra quei boschi, intrisi di mistero e magia, dove le leggende locali sugli spiriti si fondono con la voce del vento e della vegetazione, Bàrnabo vive tra lo stupore e l'inquietudine, come se la sua vita fosse sospesa sopra una delle crode che puntellano la valle, sempre sul punto di cadere (come il guardaboschi Darrìo, la cui tragica storia, riportata nelle prime pagine del libro, assurge a exemplum della esistenza precaria condotta tra quelle vette). Tale equilibrio si rompe effettivamente con l'uccisione di Del Colle, il capo dei guardiani, da parte di alcuni briganti, e, tempo dopo, con l'attacco degli stessi uomini alla Polveriera. In quell'occasione, Bàrnabo è di ritorno da un'escursione assieme al compagno Bertòn, che manda però avanti lungo la strada per il deposito. Quando giunge anch'egli nei pressi dell'abitazione, viene preso da un terrore profondo alla vista dei briganti che tengono sotto scacco i suoi. Approfittando del fatto che né Bertòn né gli altri l'hanno visto, Bàrnabo si nasconde tra i lastroni, facendo ritorno solo verso sera alla Casa dei Marden, dove gli altri guardiani si erano nel frattempo riuniti, furiosi per il furto subito. Non appena questi vedono il giovane
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Il bestiario di Dino Buzzati

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Suverato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Lettere
  Relatore: Franco Contorbia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

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