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La città metropolitana nella pianificazione e nel governo del territorio

Estratto della Tesi di Roberto Ferrara

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- 15 - 1.1.3. Il Progetto ‘80 Il Progetto ’80 nacque nel 1969 come contributo predisposto dall’ISPE (Istituto uffi- ciale della programmazione economica, creato all’interno del Ministero del Bilancio) per la stesura del Programma Economico Nazionale ’71-’75. Mai concretizzatosi, è comun- que stato l’unico tentativo compiuto a livello nazionale per coniugare programmazione economica e pianificazione del territorio. In esso i sistemi metropolitani, insieme al sistema delle relazioni, hanno un ruolo centrale in quanto identificati dall’ampia parte analitica come il principale scenario degli squilibri economici e sociali dell’epoca individuato nella nazione. Uno dei propositi del piano era proprio dare un ordinato assetto metropolitano allo sviluppo delle grandi città tramite un corpus di politiche su regolazione del territorio, infrastrutture e trasporti articolato su tutto il territorio nazionale. Un ruolo fondamentale nella strategia pro- posta era affidato le Regioni, che sarebbero nate a breve: una giusta distribuzione delle competenze fra il livello statale ed il nuovo livello regionale avrebbe rappresentato, nelle intenzioni del piano, una possibile soluzione ai problemi di governo metropolitano delle grandi città. (Mariano 2011) Le aree metropolitane erano individuate e differenziate per categorie e fasi di sviluppo. Tuttavia, se caratteristiche e relazioni reciproche erano ben indagate ed illustrate, il do- cumento rinunciava a tracciarne i confini, lasciati sfumati, mostrando così un’attenzione significativa nel ricercare la coerenza con la pianificazione locale, ritenuta implicitamente il livello più adatto ad individuarli in maniera accurata. Il documento si spingeva tuttavia oltre la fase analitica, costruendo uno scenario futuro tendenziale basato sul paradigma dell’urbanizzazione che prevedeva l’acuirsi della concentrazione urbana nel nord Italia ed il persistere della carenza dell’armatura urbana del meridione cui era contrapposto lo scenario alternativo auspicato dal piano. Lo scopo delle proposte contenute nel do- cumento era al contrario garantire il riequilibrio territoriale attraverso una corretta programmazione ed un forte intervento pubblico, valorizzando sistemi urbani minori in luogo di gravare ulteriormente sui sistemi metropolitani già maturi, contrastando l’ipertrofismo territoriale delle previsioni di sviluppo spontaneo. Per questo motivo il documento rappresenta la migliore esplicitazione del credo dell’epoca sul tema delle aree metropolitane descritto ad inizio capitolo, figlio delle teorie sullo sviluppo e del contesto di rapida urbanizzazione. Come Gambino spiega (Fubini 1994), la rappresentazione che esso offre dell’assetto territoriale del Paese (col “modello attuale” e col “modello programmatico”) riflette quindi non soltanto le condizioni e le tendenze degli anni ’60 ma anche il modo con cui esse erano viste, interpretate e considerate ai fini dello sviluppo economico e sociale.
Estratto dalla tesi: La città metropolitana nella pianificazione e nel governo del territorio

Estratto dalla tesi:

La città metropolitana nella pianificazione e nel governo del territorio

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Ferrara
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  Relatore: Carlo Alberto Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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