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La mafia palermitana negli anni Settanta. La rottura dell'omertà: due casi a confronto.

Estratto della Tesi di Valentina Muscente

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12 d’oltreoceano. Joe Valachi, nel 1962, e Nick Gentile, nel 1963, furono i primi a parlare della struttura interna della mafia newyorkese e a riferire dell’esistenza di un’organizzazione criminale con vincoli e regole precise. Poi, nel 1973 Leonardo Vitale, uomo d’onore affiliato alla famiglia di Altarello di Badia, sulla scia di una crisi spirituale si consegnò alle forze dell’ordine e cominciò a svelare i segreti della mafia siciliana. 15 Ciò nonostante, negli anni Settanta, gli studi storico-sociali e i dibattiti accademici continuavano a collegare la mafia al comportamento e alla tradizione siciliani, rifiutandosi di indagare sulla possibile esistenza di un’associazione unica, segreta e regolamentata. L’idea, comunemente accettata, continuava ad essere quella secondo cui il siciliano tradizionale, uomo semplice e legato al mondo agricolo, non fosse in grado di dare vita ad una organizzazione complessa come quella descritta dai primi pentiti di mafia. Nel 1970 il sociologo tedesco Henner Hess descriveva ancora la cosca mafiosa come una semplice “serie di relazioni a coppie che il mafioso intrattiene con persone tra loro indipendenti”, escludendo pertanto non solo l’esistenza di una rete complessa di relazioni interpersonali, ma anche la possibilità che tali relazioni a coppie possano sopravvivere alla morte del singolo individuo. 16 Eppure già nel primo dopoguerra, la mafia era stata identificata come qualcosa di piø di una semplice rete di relazioni instabili legate da interessi casualmente comuni. Santi Romano, giurista palermitano, identificava l’associazione mafiosa come un ordinamento giuridico parallelo allo Stato. “E’ noto”, scriveva Romano, “come, sotto la minaccia delle leggi statuali, vivono spesso, nell’ombra, associazioni, la cui organizzazione si direbbe quasi analoga, in piccolo, a quella dello Stato […] Esse realizzano un proprio ordine, come lo Stato e le istituzioni statualmente lecite”. E infatti “per realizzare i suoi fini 15 Lupo Salvatore (2004), Storia della mafia. Dalle origini ai giorni nostri, Roma, Donzelli Editore, p.32. 16 Ibidem, p.36.
Estratto dalla tesi: La mafia palermitana negli anni Settanta. La rottura dell'omertà: due casi a confronto.

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La mafia palermitana negli anni Settanta. La rottura dell'omertà: due casi a confronto.

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Muscente
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Fernando Dalla Chiesa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

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pentiti di mafia

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