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Camminare, passeggiare, perdersi. Tre modalità di fruizione estetica per esplorare lo spazio.

Estratto della Tesi di Alida Fragale

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12 volontario più vicino ai ritmi involontari del corpo come il respiro o il battito del cuore. É una fatica che produce nient'altro che pensieri e stabilisce un equilibrio tra il fare e l'essere. Camminare significa aprirsi al mondo e vivere attraverso il corpo, consente di percepire la realtà con tutti i sensi. Si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustarsi il tempo che passa, per scoprire luoghi e volti sconosciuti o anche semplicemente per rispondere all'invito della strada. Camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio ed è il modo con cui il corpo si misura con la Terra e, come sottolineano paleontologi e antropologi, l'unico dato certo è che “camminare eretti” è stato il primo segno distintivo di ciò che sarebbe stata umanità. Come scrisse nel 1964 André Leroi-Gourhan, antropologo tra i padri della preistoria moderna «la specie umana ha inizio con i piedi» 2 , anche se la maggior parte dei nostri contemporanei se lo scorda, pensando di discendere direttamente dall'automobile. Eppure per secoli, e ancora oggi in molte parti del pianeta, l'uomo si è servito dei piedi per trasferirsi da un luogo all'altro e, in contatto con la terra, si è prodigato nella produzione di beni necessari alla sua sopravvivenza. Oggi, invece, si fa scarsissimo uso della mobilità come resistenza fisica individuale, e l'automobile, ormai regina del quotidiano, ha reso il corpo un accessorio per milioni di nostri contemporanei. Nella nostra società, quindi, i camminatori sono persone singolari, che accettano per qualche ora del giorno o della notte, di uscire dall'automobile per avventurarsi fisicamente nella nudità del mondo 3 . Così, in un mondo dominato dalla fretta, camminare appare sempre più come atto anacronistico, uno sberleffo 2 A. Leroi-Gourhan, Le radici del mondo. Dalla ricerca preistorica uno sguardo sulla totalità dell'uomo, Milano, Jaca Book , 1986, p. 27. 3 D. Le Breton, Il mondo a piedi. Elogio della marcia, Milano, Feltrinelli, 2001, p. 9.
Estratto dalla tesi: Camminare, passeggiare, perdersi. Tre modalità di fruizione estetica per esplorare lo spazio.

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Camminare, passeggiare, perdersi. Tre modalità di fruizione estetica per esplorare lo spazio.

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Informazioni tesi

  Autore: Alida Fragale
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'Arte
  Relatore: Elisabetta Di Stefano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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