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s-composizione di un quartiere modello: Hammarby Sjöstad, Stockholm

Estratto della Tesi di Monica Umberta Cauduro

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10 Il 9 agosto, sempre dal Corriere della Sera, “Le violenze [sono] sintomo di un più diffuso malessere sociale […] Edifici, auto e bidoni dell’immondizia sono stati incendiati; negozi sono stati presi d’assalto e saccheggiati, con schiere di persone, in parte ragazzini, che rompevano vetrine e rubavano dagli scaffali” 3 . Il quartiere di Tottenham è il punto di par- tenza, ma in pochi giorni altri quartieri par- tecipano e si infiammano, Brixton, Peckham, Islington, Hackney, Lewisham, Oxford Circus e King’s Road. Dopo un paio di giorni anche le città di Birmin- gham e Manchester esplodono. La polizia interviene in assetto di guerra e an- che i numeri sono da guerra, centinaia gli ar- resti, i feriti, da ambo le parti, e ci sono anche dei morti, oltre al primo. I danni ammontano a centinaia di migliaia di sterline. Negozi saccheggiati, i grandi magazzini, ma anche i piccoli negozi di quartiere, una rabbia devastante che si richiama con dei tweet nella rete del web, tanto che le autorità, al culmine della rivolta, pensano a come bloccare Twitter e gli altri social network. I quartieri sono quelli disagiati, quelli degli esperimenti di integrazione multirazziale. Londra sembrava un modello di integrazione 3 http://www.corriere.it/esteri/11_agosto_09/londra-scon- tri-ovunque_83b30186-c247-11e0-80c8-eb6607a7b6a7.shtml razziale, preso a riferimento anche dai fran- cesi per le banlieue, le banlieue di Lione sono bruciate nel 2000, quelle di Parigi nel 2005. Questa volta la rabbia non ha colore o razza, questa volta è una questione di disagio sociale legato alle opportunità, al divario sempre più ampio tra le classi sociali, al fatto che questo divario sia sempre più evidente, quando, or- mai sembrava quasi superato nell’era dell’ac- cesso, con la tecnologia alla portata di tutti, i televisori al plasma, tablet e palmari di ultima generazione alla portata di tutti, i centri com- merciali e i centri del divertimento sempre pieni, le arterie degli outlet con il traffico delle città nelle ore di punta, il credito al consumo facile che permette di pagare la vacanza eso- tica in un anno. Poi ci si guarda intorno, e anche se la disoccu- pazione in Inghilterra non è ai livelli del resto dell’Europa, il lavoro per i giovani è sempre un problema, e un problema ancora più grosso è la totale mancanza di prospettive, per sé e per i propri figli. Non c’è mobilità sociale, e questo sembra una condanna, sembra che nessuno sforzo permetta di superare il livello raggiunto dai propri genitori e, anzi, la discesa è dietro l’angolo, senza speranza non c’è futuro, e se non c’è futuro rimane la rabbia e la desola- zione. “A chi vede l’insurrezione covare nelle perife- rie europee bisognerebbe spiegare che il peri- colo per la sicurezza della vita civile non viene dalle periferie, dai margini esterni delle città. No, la verità è che nelle città europee sta cre- scendo una vera e propria Anticittà. Migliaia di persone, giovani e anziani, tagliate fuori dalla vita culturale, dagli scambi econo- mici, dalle relazioni istituzionali. L’ Anticittà cresce parallela alla città ufficiale, come un corpo separato. Nasce e si estende in luoghi del mondo dove si concentra la di- sperazione di individui privati di un futuro…” 4 I ghetti non sono più legati all’immigrazione, i ghetti sono legati alle classi sociali, le periferie non sono più legate alla geografia dei luoghi, sono isole del più vasto arcipelago città. “Periferia oggi nelle città europee è una con- dizione mobile, un’etichetta per paesaggi plu- rali, eterogenei.” 5 Non servono i muri per creare dei ghetti. Molti dei nostri quartieri sono impenetrabili da chiunque non faccia parte di quel quartie- re, e chi non fa parte del quartiere cerca di starne il più distante possibile. Senza muri il confronto tra il noi e il loro è ancora più evidente e sconfortante, si allon- 4 Boeri S., L’ Anticittà, Editori Laterza, Roma 2011, Edizione Digitale 5 Boeri S., L’ Anticittà, Editori Laterza, Roma 2011, Edizione Digitale
Estratto dalla tesi: s-composizione di un quartiere modello: Hammarby Sjöstad, Stockholm

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s-composizione di un quartiere modello: Hammarby Sjöstad, Stockholm

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Informazioni tesi

  Autore: Monica Umberta Cauduro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Elena Granata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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