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Automazione del comparto biologico di un impianto di trattamento acque reflue civili a fanghi attivi, mediante sonde Ox-Redox con telegestione su cloud

Estratto della Tesi di Pietro Difonzo

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8  Sezione di ossidazione (V = 1024 m 3 ), contestuale a quella di denitrificazione. Il passaggio naturale per gravità da un comparto all’altro è garantito grazie alla differenza di battente. Il ricircolo del mixed–liquor, per consentire il susseguirsi delle reazioni caratterizzanti il ciclo dell’azoto, è permesso da due elettropompe sommergibili P n = 3,1 kW, a funzionamento temporizzato. L’apporto di aria necessario, per riportare le condizioni aerobiche all’interno e per dare la possibilità alla flora batterica autotrofa di sviluppare le reazioni biochimiche, avviene per mezzo di due soffianti a lobi rotanti, in grado di rifornire il sistema di una portata d’aria massima pari a 30 m 3 /min (Pn = 37 kW). La distribuzione dell’aria su tutta la superficie dell’ossidazione si realizza con un tappeto di diffusori microforati a membrana con supporto in PVC, equamente distanziati sul fondo.  Vasca di sedimentazione secondaria a sezione circolare (D n = 16 m) che riceve i fanghi biologici prodotti dalle reazioni di ossidazione-denitrificazione. Il carroponte raschiatore per la rimozione dei fanghi è del tipo rotativo, come riscontrato per la sedimentazione primaria, in più gli stramazzi sono dentellati. I fanghi sedimentati, trascinati dal carroponte nelle tramogge di raccolta, sono estratti e trasferiti ad una stazione di sollevamento che li ricircola nelle sezioni di trattamento biologico. A tale scopo sono predisposte tre pompe centrifughe sommergibili con Pn = 6,7 kW, di cui due a servizio delle due linee con la terza a soccorso alle prime due. Le pompe movimentano anche i fanghi secondari della linea II del processo e sono attuate per mezzo di un temporizzatore atto ad assicurarne l’esercizio alternato e non continuo. Le acque di scarico chiarificate sono convogliate in canalette di sfioro situate sulla circonferenza esterna, le quali seguiranno nei comparti di trattamento successivi, sia di affinamento che di disinfezione. In seguito ad un recente intervento di upgrading, legato al collettamento di reflui provenienti da comuni limitrofi, il layout ha subito un allargamento, sviluppando una linea parallela del processo biologico. Nonostante la similitudine della consistenza volumetrica, vi sono alcuni dettagli costruttivi nelle vasche che obbligano il gestore ad una conduzione equilibrata per ridurre il livello di sbilanciamento. Nella fig. 2 è presentato lo schema di marcia della linea acque, secondo i dettami della nomenclatura UNICHIM, adottata per gli impianti di processo.
Estratto dalla tesi: Automazione del comparto biologico di un impianto di trattamento acque reflue civili a fanghi attivi, mediante sonde Ox-Redox con telegestione su cloud

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Automazione del comparto biologico di un impianto di trattamento acque reflue civili a fanghi attivi, mediante sonde Ox-Redox con telegestione su cloud

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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Difonzo
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Trattamenti acque reflue finalizzati al loro riutilizzo irriguo
Anno: 2013
Docente/Relatore: A. Ferruccio Piccinni
Istituito da: Università degli Studi di Bari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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Parole chiave

ottimizzazione
gestione
acque reflue
automazione
fanghi attivi
telecontrollo
cloud
redox
orp
comparto biologico

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