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Safety & security nella Roma imperiale: la guarnigione urbana dei Vigiles

Estratto della Tesi di Erika Berto

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12 2. EXCURSUS STORICO 2.1 Il problema degli incendi a Roma La fisionomia cittadina di Roma 1 , in continua crescita a partire dall’età monarchica, e gli aspetti della sua tecnica edilizia erano le componenti di una situazione estremamente favorevole agli incendi, con compresenza di coefficienti di innesco abbinati a condizioni confacenti alla degenerazione del fuoco 2 . Tra le cause correlate alla propagazione degli incendi si annoverano: la conformazione stradale che si risolveva spesso in un labirinto di vicoli e stradine anguste e tortuose; la distribuzione su ambienti collinari, struttura del terreno che favoriva la veloce estensione del fuoco seguendo una corrente ascensional 3 ; l’aumento demografico non proporzionale all’espansione del territorio urbano che si delineava in forme di ripiego illusorie quali le tecniche che utilizzavano materiali deperibili di costruzione 4 ; lo sviluppo in altezza delle insulae, instabili grandi caseggiati di quattro o cinque piani abitati da centinaia di schiavi e plebei, che avevano come esito la caratteristica della fragilità delle mura, nonché i limiti dell’hypocaustum 5 nel riscaldamento degli appartamenti che obbligava l’uso di fornelletti a carbone e bracieri; infine il fuoco utilizzato per l’illuminazione, soprattutto nelle lussuose domus e la difficoltà di portare acqua alle abitazioni allocate in alto. 1 SOUTHERN 2007, p. 119: “Republican Rome was a closely packed city with timbered buildings and was therefore always at risk from fires.”. 2 CAPPONI MENGOZZI 1993, p. 16. Tra il 31 a.C. e il 410 d.C. gli autori coevi registrarono non meno di quaranta conflagrazioni imponenti in cui andarono distrutti numerosi edifici pubblici e vaste zone residenziali, mentre si possono fare solo congetture sul numero degli incendi minori. 3 TACITO, Annales XV, 38: “[…]initium in ea parte circi ortum, quae Palatino Caelioque montibus contigua est, ubi per tabernas, quibus id mercimonium inerat, quo flamma alitur, simul coeptus ignis et statim validus ac vento citus longitudinem circi conripuit. Neque enim domus munimentis saeptae vel templa muris cincta aut quid aliud morae interiacebat. impetus pervagatum incendium plana primum, deinde in edita adsurgens et rursus inferiora populando anteiit remedia velocitate mali et obnoxia urbe artis itineribus hucque et illuc flexis atque enoribus vicis, qualis vetus Roman fuit.”. Sono elencati i fattori che hanno agevolato la repentinità e la violenza dell’incendio neroniano che devastò Roma nel 64 d.C., quali le merci combustibili, il vento, l’assenza di recinti intorno ai palazzi o di mura che circondavano i templi, le vie strette e tortuose in un territorio sia pianeggiante che collinare che facilitava la risalita e la conseguente discesa delle fiamme. 4 La costruzione dei caseggiati prevedeva l’uso di una gran quantità di legname e di incannucciate. 5 L’hypocaustum è il sistema di riscaldamento di cui solitamente usufruiva l’insula romana, consistente nella circolazione di aria calda entro cavità poste nel pavimento e nelle pareti. A partire dal primo secolo d.C. tale invenzione venne adottata anche nei bagni pubblici.
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Safety & security nella Roma imperiale: la guarnigione urbana dei Vigiles

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Informazioni tesi

  Autore: Erika Berto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Quaternario Preistoria e Archeologia
  Relatore: Livio Zerbini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

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