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Razionalità limitata dei mercati e revisione critica delle politiche di austerity dell'Eurozona

Estratto della Tesi di Giacomo Giglio

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12 Capitolo 2: Il paradigma alternativo: le teorie keynesiane e l’economia comportamentale Il padre delle teorie che si oppongono alla razionalità dei mercati è senza dubbio John Maynard Keynes. Egli, per sottolineare come i mercati non siano affatto coincidenti con la visione astratta proposta dai classici, ideò la già citata metafora della reginetta di bellezza. E’ sufficiente una sua citazione per capire le criticità da lui rilevate analizzando il pensiero di Adam Smith e dei suoi numerosi discepoli “Accuso la teoria classica di essere anch’essa una di queste tecniche piacevoli, raffinate, che tentano di trattare il presente astraendo dal fatto che del futuro sappiamo davvero poco” 8 La teoria classica non contempla l’incertezza: ogni agente decide seguendo il principio di razionalità, ed il risultato finale non può essere che un mondo logicamente ordinato e stabile guidato dalla mano invisibile. Tuttavia, per Keynes il funzionamento dei mercati è tutt’altro che irreprensibile, e a tal scopo elabora la metafora del concorso di bellezza. Per prevedere quale miss risulterà vincente in una gara, non ci si affida di certo alle virtù taumaturgiche della razionalità illimitata, ma conviene indovinare ciò che pensano gli altri. Lo stesso avviene sui mercati (finanziari e non): la razionalità degli operatori è offuscata tanto dalla loro intrinseca incapacità di incarnare fino in fondo l’astrattezza dell’homo oeconomicus, quanto dalla naturale propensione a seguire ciò che fanno gli altri. La principale accusa che Keynes formula ai classici è la sistematica sottovalutazione degli aspetti psicologici ed emozionali (“istinti animali”) legati al funzionamento dei mercati. Proprio negli anni in cui Keynes scriveva la sua opera più nota (“La Teoria generale”) infatti il mondo era scosso dalla più grande crisi economico-finanziaria che si ricordasse a memoria d’uomo: il 1929 aveva incrinato i postulati dell’economia classica e, similmente a quanto accade oggi, c’era l’urgenza di elaborare un nuovo paradigma che spiegasse più esattamente come mai i mercati avessero fallito con tanto fragore. Partendo da una breve panoramica del pensiero keynesiano (con un accenno al moltiplicatore), nei prossimi paragrafi si analizzerà il pensiero di Minsky e Kindleberger, che hanno elaborato un modello teorico di comprensione delle crisi 8 Keynes (2006), p.102
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Razionalità limitata dei mercati e revisione critica delle politiche di austerity dell'Eurozona

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Giglio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management Internazionale
  Relatore: Dario Togati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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