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Verifica sperimentale di quattro schemi motori di cammino in bambini affetti da diplegia spastica attraverso dati di Gait Analysis e statistica descrittiva

Estratto della Tesi di Giorgia Tacconi

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Capitolo 1: Quadro teorico di riferimento 6 interessano in prevalenza gli arti inferiori, di maggior interesse nel presente studio ed approfondite nel paragrafo 1.1.1. Secondo il professor Adriano Ferrari, questa classificazione è considerata necessaria per un buon processo di definizione della storia naturale della patologia e per una più precisa valutazione prognostica, anche in vista di eventuali interventi terapeutici (Ferrari A et al., 2008). Per raggiungere un livello ancora maggiore di chiarezza della prognosi, viene individuata una determinata “funzione” rispetto alla quale sottoclassificare ulteriormente i bambini affetti da PCI: la tetraplegia viene sottoclassificata in relazione alla funzione “antigravitaria”, l'emiplegia in relazione alla funzione “manipolazione”, la diplegia in relazione alla funzione “cammino”. Per quanto riguarda la diplegia, si può facilmente intuire come il problema si affronti con successo anche da un punto di vista cinematico e motorio di sviluppo della architettura delle funzioni adattive. Secondo tale orientamento, la paralisi è espressione della migliore soluzione funzionale messa in atto dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) per soddisfare un’esigenza del soggetto in una determinata fase del suo sviluppo, compatibilmente con le lesioni provocate dalla patologia stessa: la cinematica del movimento, quindi, rappresenta la migliore risposta messa in campo dal SNC per costruire le funzioni adattive, e il suo studio approfondito potrà portare con precisione alla definizione della patologia e, di conseguenza, guidare e facilitare la rieducazione. 1.1.1 - Definizione di diplegia A partire dalla classificazione di Ingram del 1955, in ambito clinico si parla abitualmente di diplegia quando l’interessamento degli arti omologhi del paziente è abbastanza simmetrico e quando la compromissione degli arti inferiori risulta significativamente maggiore di quella dei superiori. I diplegici sono, dunque, soggetti in grado di raggiungere in ogni caso la stazione eretta e il cammino e di conservarli almeno per un certo periodo della loro vita. L’osservazione e la valutazione del comportamento motorio, tuttavia, può non essere sufficiente per formulare una diagnosi di diplegia: può accadere, infatti, che alcuni pazienti vengano considerati tetraplegici per il solo fatto che la misura della compromissione dei loro arti inferiori risulta quantitativamente non distante da quella dei superiori. Per ridurre la generalizzazione tra le patologie e poter individuare con maggior precisione e chiarezza il tipo di
Estratto dalla tesi: Verifica sperimentale di quattro schemi motori di cammino in bambini affetti da diplegia spastica attraverso dati di Gait Analysis e statistica descrittiva

Estratto dalla tesi:

Verifica sperimentale di quattro schemi motori di cammino in bambini affetti da diplegia spastica attraverso dati di Gait Analysis e statistica descrittiva

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Tacconi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria elettronica
  Relatore: Lorenzo Chiari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

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