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Analisi critica della politica idrica

Estratto della Tesi di Roberto Ragno

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Dunque “fatti non fummo per vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza” 3 perché, secondo le parole del geografo Eliseè Reclus (1830–1905), “siamo la natura che acquisisce coscienza di sé stessa” 4 permettendo così, come si legge nella Genesi della Bibbia, di coltivare e di custodire il mondo che siamo chiamati a dominare. La graduale scoperta delle infinite logiche e metafisiche che regolano l’esistenza delle cose e la successione degli esseri va di pari passo con l’elevarsi dell’essere umano nell’ambiente circostante e la sua possibilità di intervenirci, una volta che strumentalizza adeguatamente la sapienza acquisita: in tal senso si riferisce la frase “sapere è potere” attribuita a Francis Bacon (1561-1626), filosofo della rivoluzione scientifica di fine medioevo, che ha definito la preminenza dell’umano nell’ambiente con il termine imperium hominis. Tale imperium, esercitato innanzitutto per ottenere cibo, acqua, abitazioni, indumenti, sanità e sicurezza, al fine di far vivere di più e meglio una società, si è notevolmente affermato sulla base della rivoluzione industriale e delle meccanizzazioni; dallo slancio industriale, applicato anche all’agricoltura e all’allevamento, e dai miglioramenti sanitari, tecnologici e chimici, la popolazione umana a livello mondiale, nel solo secolo del millenovecento fino a questo primo decennio del 2000, è cresciuta da uno a quasi sette miliardi di individui (6 miliardi e 700 milioni per la precisione) per la diminuzione dei tassi di mortalità conseguiti grazie all’aumento di cibo, medicine e confort. Lungo questa evoluzione, fin dalla preistoria, l’acqua è stata fondamentale per la sopravvivenza dei gruppi umani: nessun primate del paleolitico si è mai allontanato troppo dai laghi o dai corsi dei fiumi; i primi villaggi stabili e le prime grandi città della storia, come quelle mesopotamiche della “mezzaluna fertile”, sono sempre sorte lungo corsi d’acqua. L’agricoltura dipende infatti dalla irrigazione per ottenere stabilità di resa (soprattutto in mancanza di adeguate precipitazioni atmosferiche); gli allevamenti necessitano d’elevato fabbisogno idrico per soddisfare l’igiene e la sete degli animali; i sistemi creativi industriali, dai più semplici ai più complessi, utilizzano acqua per pulire e raffreddare le macchine, oltre che per produrre alimenti, bevande, carta, cemento, farmaci, vetro, componenti chimiche, metalliche, tessili e di legno. Dall’acqua si può anche ricavare energia elettrica sfruttando, come un mulino, la corrente di un fiume (ciò incentiva la costruzione di dighe). Senza dimenticare che le fonti d’acqua sono navigabili, pescabili, ricreative, creano e sostentano complesse forme di vita. L’acqua è dunque necessaria per la sopravvivenza e la prosperità di una civiltà come per qualunque ecosistema e se si intende sviluppare un’economia sostenibile, cioè equa nella distribuzione delle ricchezze e in armonia con l’ambiente, che assicuri all’unanimità 3 Come si giustifica Ulisse nella Divina Commedia (canto XXVI, v.118-120) di Dante Alighieri (1265-1321) per aver varcato con la propria nave le colonne d’Ercole, simbolo del limite della conoscenza oltre cui c’è l’ignoto. 4 M. de Carvalho, “O que è natureza”, editora brasilense, San Paolo 2003, cit. pag.63 (traduzione dell’autore) 11
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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Ragno
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Fausta Pellizzari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

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