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Le decisioni di finanziamento delle imprese italiane: confronti con l'estero e prospettive per il futuro

Estratto della Tesi di Niccolò Gastaldello

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9 1. Introduzione ai concetti base del finanziamento aziendale La scelta principale, a cui ogni impresa ha dovuto far fronte al momento della sua nascita, e nei diversi periodi di crescita, è la scelta di finanziamento, ossia dove trovare le risorse per finanziare la propria nascita e/o crescita. In generale, si distinguono due diverse fonti di finanziamento primarie per l'azienda: il debito, ossia la vendita di obbligazioni o l'accensione di mutui presso banche o altri istituti di credito, e il capitale proprio, ossia il finanziamento tramite la vendita di parte delle quote azionarie a terzi, e l'ingresso di nuovi soci nell'impresa. Uno dei perni della teoria finanziaria moderna, ossia la prima preposizione di Modigliani & Miller 4 , afferma l'irrilevanza della struttura finanziaria, ovvero: "In un mercato dei capitali perfetto il valore totale di un'impresa è uguale al valore di mercato dei flussi di cassa generati dalle sue attività e non dipende dalla sua struttura del capitale". Tuttavia, se M&M ci proibiscono di valutare in modo diverso due imprese identiche, ma finanziate l'una con debito e l'altra con capitale proprio, non dicono nulla sulla diversa convenienza reale delle due fonti di finanziamento, e sulle loro conseguenze sulla performance dell'impresa. Il debito attrae le imprese soprattutto per i suoi considerevoli vantaggi fiscali e, considerazione che in molti paesi è discriminante, per la possibilità di mantenere la proprietà dell'impresa nelle mani del solo imprenditore, che si rivolge ad un banca per un finanziamento, ma non è obbligato a condividere con altri il possesso dell'impresa. Viceversa un aumento di capitale mantiene l'impresa indipendente dagli istituti creditizi, quindi tutto il reddito prodotto può essere suddiviso tra gli azionisti, i quali, possono ricevere un guadagno dal loro capitale sotto forma di dividendi. La differenza principale sta nel fatto che l’azionista può e non deve ricevere i dividendi, mentre la banca ha diritto di esigere il pagamento degli interessi passivi generati dal prestito, e anche la restituzione del prestito stesso, in qualunque condizione versi l’impresa debitrice; inoltre il finanziamento tramite l'emissione di nuove azioni, non espone la società al rischio di default, ma semmai a quello di “scalate”, e quindi tentativi di estromettere la precedente proprietà dal controllo dell’impresa. Nel particolare, l'impiego del debito nella struttura finanziaria consente di "proteggere" parte del reddito prodotto dall'impresa dalla tassazione del fisco, infatti all'EBIT 5 dell'impresa 4 Modigliani e Miller, (1958) 5 Earning Before Interest and Taxes: è l'utile prodotto dall'impresa prima del pagamento di interessi passivi e tasse
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Le decisioni di finanziamento delle imprese italiane: confronti con l'estero e prospettive per il futuro

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Informazioni tesi

  Autore: Niccolò Gastaldello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luca Erzegovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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