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L'Italia verso l'Europa negli anni della ricostruzione (1947-1953)

Estratto della Tesi di Antonio Di Benedetto

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4 statuto autonomo per Fiume e Zara, dato il carattere prevalentemente italiano delle due città 7 . Il clamoroso episodio dell’incontro Tito-Togliatti (allora Ministro della Giustizia) nel novembre 1946, nel corso del quale il leader del PCI otteneva la rinuncia della Jugoslavia a Trieste in cambio della cessione di Gorizia, fu accusato di voler sostituire l’iniziativa del partito a quella del governo e scatenò un’aspra polemica e accesi contrasti nel Consiglio dei Ministri. L’unica soluzione possibile fu la proposta di fare la città e dell’area circostante un territorio libero sotto amministrazione dell’ONU in attesa di una decisione sulla scelta del governatore e sulla formulazione dello statuto. L’intero territorio di Trieste fu suddiviso in due zone: A e B. La prima rimase sotto un governo militare anglo-americano, mentre la zona B, comprendente tutta l’Istria, veniva assegnata all’amministrazione militare jugoslavia. Tale sistemazione, definita provvisoria, era invece destinata a rimanere in piedi per sette anni, fino all’ottobre del 1954. Pertanto il trattato di pace risolveva solo parzialmente il problema dei confini tra Italia e Jugoslavia, lasciando aperto quello della destinazione finale del territorio libero di Trieste. Il giorno dopo la firma del trattato, dai microfoni della radio, il conte Sforza leggeva questa dichiarazione: «… Il governo italiano firmando un trattato che non è stato chiamato a negoziare e che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Costituente ha voluto provare che affronta gli atti più dolorosi per affrettare l’avvento di una vera pace costruttiva nel mondo. Ma il suo primo dovere verso i governi firmatari e i loro popoli è di esprimersi ed agire con la più assoluta lealtà. Questa lealtà gli impone di ricordare che i trattati di pace non sono eseguibili che se sostenuti dalla coscienza morale dei popoli… Il governo italiano mancherebbe all’onore se non avvertisse gli Alleati che il trattato peggiora ancora nelle sue clausole territoriali, economiche, coloniali, militari quella atmosfera di soffocazione demografica che pesava tragicamente sul popolo italiano e che fu in parte all’origine di tanti mali per noi e per gli altri. Il governo italiano stima che non è un 7 MAMMARELLA GIUSEPPE, L’Italia contemporanea (1943-1985), Il mulino, Bologna, 1985, pp.124- 125.
Estratto dalla tesi: L'Italia verso l'Europa negli anni della ricostruzione (1947-1953)

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L'Italia verso l'Europa negli anni della ricostruzione (1947-1953)

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Di Benedetto
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuliano Caroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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Parole chiave

dopoguerra
ricostruzione
de gasperi
bevin-sforza
progetti europeisti

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