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Sviluppi dell'epigrafia sabellica tra il VII e il I secolo a.C.

Estratto della Tesi di Anna Dionisio

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16 In questa sede si tratterà specificamente la realtà dell’attuale Abruzzo, tralasciando i territori umbro, marchigiano e sannita del Molise e della Campania; le popolazioni, che nella prima Età del Ferro sembrano già essere definite e stanziate ciascuna nel proprio territorio, pur con le peculiarità proprie di ognuna mostrano dei tratti comuni, e ciò sarà ulteriormente confermato nei secoli successivi: mentre per quanto riguarda il PF (IX-VIII sec. a.C.) è possibile avvalersi esclusivamente di dati archeologici, per i secoli seguenti le fonti a disposizione sono molteplici: oltre all’archeologia, gli scritti degli autori antichi, sia all’interno delle narrazioni storiche (molto spesso gli autori che trattano di Roma riservano consistenti accenni alle popolazioni italiche) e le tracce che è possibile reperire nella mitologia e nei racconti favolistici; ma soprattutto le fonti epigrafiche, di eccezionale valore sia per quanto riguarda le modalità, il significato e l’impatto della trasmissione della capacità di scrivere, sia per il contenuto stesso dei testi, che dall’età arcaica in poi (VI sec. a. C.) riveste un eccezionale interesse, poiché riflette il modo in cui esse stesse si consideravano e gli etnici attraverso cui si autodefinivano, oltre a fornire una serie di dati sull’organizzazione sociale e politica e sulla presenza e sui mutamenti delle istituzioni. La prima età del Ferro (attorno al IX secolo a.C.) 24 inizia in Abruzzo in piena corrispondenza cronologica con la “rivoluzione villanoviana” in Etruria ma in contrapposizione al modello etrusco per molteplici aspetti, che saranno elencati e trattati sommariamente in questo capitolo introduttivo. a) Gli abitati Le attestazioni principali per definire l’assetto territoriale di questo versante sono rappresentate dai cosiddetti okres, insediamenti fortificati d’altura 25 (lat. arces), che compaiono già dalla media età del Bronzo, per continuare fino all’età arcaica inoltrata 26 : non vi sono quindi cesure nell’occupazione dei siti tra Bronzo finale e prima età del e marchigiana) che linguisticamente (l’incompatibilità tra la lingua “nord-picena” ed il ceppo safino: MORANDI 1974; LEJEUNE- BRIQUEL 1989, p. 453). 24 La continuità di insediamento, soprattutto nella zona fucense, ha inizio molto prima, già da parte delle popolazioni del Paleolitico; si svilupperà ininterrotta fino all’età romana. RADMILLI 1985, pp. 17-68; GROSSI 1990, p. 230. Ciò nonostante, il consolidarsi della cultura e dell’assetto insediamentale di questo territorio si verifica già a partire dalla fine dell’età del Bronzo; con il secolo successivo, dall’originaria uniformità di attestazioni di tipo “protovillanoviano” si passa ad una differenziazione in più aree culturali. 25 Cfr. GROSSI 1995. Va precisato, però, che nella prima età del Ferro continua l’attestazione di piccoli centri di pianura, anche se di scarsa entità. 26 D’ERCOLE 1990, p. 42.
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Sviluppi dell'epigrafia sabellica tra il VII e il I secolo a.C.

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Dionisio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Archeologia
  Relatore: Valeria Acconcia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

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Parole chiave

culti
archeologia
istituzioni
abruzzo
epigrafia
sabina
popoli italici
sabelli
sudpiceno
iscrizioni preromane

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