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Strategie didattiche per un'inclusione di qualità: un'esperienza sul campo

Estratto della Tesi di Chiara Casaretto

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9 2. Dalla progettazione all’azione: l’intervento didattico finalizzato all’inclusione scolastica Sulla scorta degli approfondimenti con gli operatori sanitari, come insegnanti ci siamo confrontati sull’azione educativa comune – costante e consapevole – e sugli accorgimenti necessari in ambito didattico da adottare. Infatti la «progett-azione» 8 , l’azione e la «valut-azione» 9 – che costituiscono una triade inscindibile, perché sono in rapporto interdipendente tra loro – giocano un ruolo determinante nel favorire l’apprendimento da parte degli alunni. Ciò può avvenire grazie all’allestimento di adeguati ambienti di apprendimento, nei quali gli elementi chiave sono il contesto, gli strumenti, l’interazione e i contenuti che si inseriscono come variabili 10 di un processo complesso e di cui gli insegnanti non possono non tener conto e su cui possono agire per potenziare la propria azione. La programmazione ha assunto il ruolo fondamentale di bussola nel dirigere le scelte didattiche. Come insegnanti ci siamo impegnati in una più stretta collaborazione per organizzare attività che tenessero conto dei punti di forza e di debolezza dell’alunno, che ne valorizzassero, consolidandole, le abilità in modo da innestarvi l’acquisizione di altre, e che perseguissero gli obiettivi prefissati, mirando al contempo a ridurre le barriere invisibili che separavano i bambini tra loro. Così da permettere a ciascuno, secondo le proprie capacità, nel proprio percorso formativo di costruire fino a raggiungere quelle competenze che gli permetteranno un domani di muoversi in maniera attiva e consapevole nel mondo. 2.1 Punti di forza e di debolezza I punti fermi che hanno orientato il nostro agire didattico sono stati il rispetto dei tempi e dei ritmi di apprendimento del bambino e l’osservazione che ci ha permesso di conoscere i suoi punti di forza e di difficoltà 11 , i suoi interessi, individuando i suoi bisogni educativi e didattici speciali. 8 CERRI R., L ’evento didattico. Dinamiche e processi, Roma, Carocci, 2007. 9 Ib. 10 Nel dettaglio: l’ambiente fisico, l’insieme degli attori che agiscono al suo interno, il set di comportamenti concordati, le regole o i vincoli comportamentali dettati dal contesto istituzionale, i compiti e le attività, i tempi, gli strumenti o gli artefatti, i contenuti disciplinari, l’insieme di relazioni fra i vari attori, il clima relazionale, le aspettative dell’insegnante e degli allievi, lo sforzo mentale profuso. In VARISCO B.M., Costruttivismo socio-culturale, Roma, Carocci, 2002. 11 A questo proposito scrive Clea Terzuolo, educatrice del Centro Autismo e Sindrome di Asperger della ASL CN1 di Mondovì: «Le linee di intervento e le strategie metodologiche per lo sviluppo delle abilità nelle diverse aree funzionali, attuate dall’educatore pedagogico in ambulatorio, a casa e a scuola partono da un’adeguata valutazione e perseguono una metodologia efficace: individuare le potenzialità, promuovere, fornire aiuto con la facilitazione, rinforzare, allontanarsi. Valutare le abilità e le difficoltà di un bambino con autismo, al fine di elaborare un piano di lavoro tagliato su misura per lui, richiede la conoscenza dei suoi punti di forza e di debolezza. Dopo questa indagine si possono programmare gli interventi. Le abilità deboli ma esistenti a livello potenziale ci consentono di puntare sull’obiettivo «possibile», «raggiungibile» e, all’interno di un approccio multidisciplinare, di programmare attuando dei piani di intervento personalizzati e integrati» in TERZUOLO C., L ’intervento educativo all ’interno dell ’equipe sanitaria. Dalla valutazione
Estratto dalla tesi: Strategie didattiche per un'inclusione di qualità: un'esperienza sul campo

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Strategie didattiche per un'inclusione di qualità: un'esperienza sul campo

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Casaretto
  Tipo: Tesi di Master
Master in Psicopedagogia e didattica per alunni con disturbo autistico
Anno: 2012
Docente/Relatore: Mirella Zanobini
Istituito da: Università degli studi di Genova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 23

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

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Parole chiave

apprendimento
didattica
tecnologie
autismo
inclusione
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comportamenti problema
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storie sociali
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