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Intese verticali e Franchising una comparazione degli ordinamenti italiano e canadese

Estratto della Tesi di Roberto Bonsaver

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Pag. 10 Come accennato in conclusione del precedente paragrafo, il 20 Aprile 2010 la Commissione ha emanato il nuovo regolamento (330/2010) di esenzione per le intese verticali. L'articolo 2 comma 1 del regolamento prevede che: “Conformemente all’articolo 101, paragrafo 3, del trattato, e salvo il disposto del presente regolamento, l'articolo 101, paragrafo 1, del trattato è dichiarato inapplicabile agli accordi verticali. La presente esenzione si applica nella misura in cui tali accordi contengano restrizioni verticali”. L'adozione di tale regolamento e delle relative guidelines è avvenuto, come indicato al punto 2 dei considerando dello stesso regolamento n. 330/2010, in seguito ai positivi riscontri avuti nelle consultazioni generali che richiedevano agli operatori del mercato una valutazione del precedente regolamento n. 2790/1999. A livello strutturale, il regolamento conferma la tecnica valutativa c.d. New Style Block Exemption 31 , introdotta dalla precedente normativa nel 1999. Questa tecnica rappresenta un vero punto di svolta nell'approccio dell'Unione a questa materia, in quanto si caratterizza per un approccio, maggiormente economico, alle intese anti-concorrenziali 32 . Il regolamento si rivolge a tutti i rapporti 33 posti in essere da due o più entità economiche indipendenti, comprendendo sia accordi scritti o formalizzati in un contratto, sia accordi verbali o nei fatti. Sono quindi da escludersi dalla definizione gli accordi tra imprese e consumatori, mentre ricadono all'interno della stessa le intese intercorrenti tra associazioni di imprese e i loro membri, ovvero tra associazioni e i relativi fornitori. Un'ulteriore elemento rilevante riguarda la possibilità anche per le imprese concorrenti 34 di rientrare all'interno del regolamento di esenzione, purché si stipulino accordi verticali non reciproci. In particolare, l'art. 2 comma 4 del regolamento detta che: “L’esenzione di cui al paragrafo 1 non si applica agli accordi verticali conclusi tra imprese 31 Questa può essere definita come una tecnica attraverso la quale vengono individuati dei "blocchi" di liceità. Di conseguenza le imprese che operano all'interno di questi limiti sono automaticamente considerate come operanti legittimamente nei confronti del trattato. Osserva Patrizia Errico che si tratta di una definizione fatta propria da WHISH, Regulation 2790/99: The Commission's new style block exemption for vertical agreements, in Commn law Market Review, 2000, p. 887; secondo cui questo approccio è caratterizzato da "less formalistic, less perscriptive, more econimics-based approach".Tale approccio venne adottato dalla Commissione proprio nel reg. n. 2790/99. 32 PATRIZIA ERRICO, La nuova disciplina comunitaria delle Intese Verticali, in Le Nuove Leggi Civili Commentate, 6/2011, p. 1407. 33 Le guidelines considerano intese anche quelle pratiche in cui una delle due parti si limiti ad eseguire nei fatti le condotte scorrete volute dalla controparte. 34 Si veda l'art. 1, comma 1, lettera c), che evidenzia come per concorrenza si possa intendere anche quella potenziale, purchè basata su dati oggettivi, cioè posta in essere da un impresa che nel breve periodo potrebbe compiere degli investimenti che la porterebbero a competere. 2 Il Regolamento n. 330 del 2010
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Intese verticali e Franchising una comparazione degli ordinamenti italiano e canadese

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Bonsaver
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Enrico Ginevra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

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