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La primavera araba e la rivolta siriana del 2011

Estratto della Tesi di Mariano Timossi

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Estratto dalla tesi: La primavera araba e la rivolta siriana del 2011
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In Egitto, l’esercito e la polizia si sono contrapposti, molti comandanti e soldati 
dell’esercito si sono schierati a favore dai manifestanti. Il regime egiziano 
termina con le dimissioni del suo leader Mubarak. In Libia l’esercito si è 
spezzato tra lealisti e simpatizzanti al Consiglio Transitorio sito in Bengasi, le 
Nazioni Unite con la risoluzione 1973 e l’instaurazione della ‘no fly zone’ 
neutralizzano con l’intervento aereo diretto della NATO ogni azione da parte dei 
lealisti di Gheddafi contro la popolazione civile, con l’intervento dell’aviazione. 
Il regime libico termina con la morte del Colonnello Gheddafi. In Tunisia il 
leader di regime Ben Ali’ fugge all’estero.      
1.2 La primavera araba in Tunisia 
 Nella notte tra il 6 e il 7 novembre 1987 il primo ministro Zine El Abidine Ben 
`Ali convocò i medici curanti del Presidente nel palazzo del ministero 
dell’interno. Lo stato di salute di Bourguiba non gli permetteva più di esercitare 
le funzioni di Presidente. In forza all’articolo 57 della Costituzione, che prevede 
che in caso di inadempimento assoluto, l’incarico presidenziale sia assunto dal 
primo ministro in carica. Il 7 novembre Ben `Ali presto giuramento davanti al 
parlamento. Tuttavia le dinamiche dell’arrivo al potere furono quelle un “Colpo 
di Stato”, Ben `Ali fu imposto con la forza alla Tunisia che in quel momento 
stava attraversando una crisi sociale e politica, fu utilizzato l’esercito, il traffico 
aereo fu interrotto, e l’accesso al palazzo presidenziale, impedito da carri armati 
posizionati sulla strada. Per tutto il primo anno Ben `Ali si propose di ripristinare 
i principi democratici quali la sottomissione all’accesso alla Presidenza della 
Repubblica con elezioni ogni cinque anni, inoltre si prodigò nel mostrare un 
cambiamento nel rapporto con il Movimento Islamico. Nel 1988 ci fu 
l’introduzione del multipartitismo, e tra i partiti più popolari c’erano: il 
Movimento d’unità popolare, il Rassemblement Constitutional Democratique 
(RCD), e il Movimento Islamico. Le elezioni del 1989 furono vinte dal Ben `Ali 
e il partito RCD. Il numero delle associazioni passò da 1976 nel 1987, a 2.845 
nel 2000. Per quanto riguarda la libertà d’informazione, transitava nel paese 
tramite l’agenzia di stampa ufficiale Tunis Afique Presse, creata, finanziata, e 
controllata dallo Stato. Di conseguenza le informazioni riguardanti le attività dei 
partiti d’opposizione erano del tutto scarse, e spesso si serbava il silenzio 
assoluto. Secondo diverse organizzazioni internazionali, dagli inizi degli anni 
Novanta il regime tunisino violò sistematicamente i diritti dell’uomo. Tra le 
organizzazioni in difesa dei diritti dell’uomo a segnalare la violazione di 
quest’ultimi figurano, Amnesty International, Federation International des droits 
de l’homme, Human Right. Il regime di Ben’Ali dal 1987 portò avanti le riforme 
necessarie all’affermazione di un’economia di mercato, imposte dal FMI,

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La primavera araba e la rivolta siriana del 2011

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Informazioni tesi

  Autore: Mariano Timossi
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Daniela Preda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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Parole chiave

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