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Gli strumenti elettronici a disposizione del traduttore: situazione attuale e prospettive future

Estratto della Tesi di Marta Radico

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13 Il matematico mise gli Americani di fronte all’idea di utilizzare il computer come mezzo per la traduzione e la traduzione automatica divenne la prima applicazione digitale non numerica (Hutchins, 2005). Importanti sviluppi successivi nella storia della traduzione automatica ci furono negli anni Cinquanta da parte di Yehoshua Bar-Hillel che fu incaricato di svolgere alcune ricerche presso il MIT (Massachussetts Institute of Technology). Tra queste rientravano anche quelle relative alle più recenti innovazioni tecnologiche e quindi anche per la traduzione automatica sulla quale si espresse pubblicamente nel 1952 alla prima conferenza sulla traduzione automatica. La conferenza diede un grande impulso alla traduzione automatica e in particolare fu determinante per lo sviluppo della prima grande implementazione di traduzione automatica sviluppata da IBM e resa pubblica nel 1954 nel primo esperimento di traduzione automatica dell’Università di Georgetown negli Stati Uniti. L’esperimento consisteva nella traduzione di 49 frasi dal russo all’inglese da parte di un calcolatore generico, sulla base di un vocabolario di 250 parole e 6 regole grammaticali. Negli anni Cinquanta l’ottimismo era alto: gli sviluppi nel campo della linguistica e in particolare sulla sintassi sembravano promettere grandi miglioramenti della qualità. Ma quando si iniziarono ad intensificare i problemi linguistici i ricercatori si ritrovarono davanti ad una “barriera semantica” apparentemente insuperabile (Hutchins, 2007). L’idea che una traduzione completamente automatizzata potesse essere di alta qualità (FAHQT – fully automatic high quality translation) era da considerarsi un obiettivo irraggiungibile. È Bar-Hillel ad affermare ciò in un saggio del 1960, dove scrive anche che “during the past year I have repeatedly tried to point out the illusory character of the FAHQT ideal even in respect to mechanical determination of the syntactical structure of a given source language sentence” (Bar-Hillel, 1960). La soluzione proposta da Bar-Hillel prevedeva infatti un grande lavoro di preparazione del testo prima della traduzione, per superare gli ostacoli di ambiguità semantica e sintattica. L’entusiasmo continuò ad affievolirsi sempre più nel 1964, quando il governo americano chiese al National Science Foundation di fondare una commissione che valutasse la situazione. Nel 1966 l’Automatic Language Processing Advisory Committee (ALPAC) in un documento pubblico affermò che i risultati delle ricerche condotte sulla traduzione automatica non avevano portato a dei vantaggi in termini economici, di qualità, rapidità, che la stessa Commissione ritiene essere i problemi cruciali della traduzione. Nel documento vengono infatti riportati i requisiti fondamentali che una
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Gli strumenti elettronici a disposizione del traduttore: situazione attuale e prospettive future

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Informazioni tesi

  Autore: Marta Radico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Linguistiche, letterarie e della traduzione
  Relatore: Isabella Chiari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

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traduzione
linguistica computazionale
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