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La radio tra il digitale e il web: da ambiente a contenuto

Estratto della Tesi di Lorenzo Serafini

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15 l’EIAR a creare nuove rubriche, tra cui le cronache sportive (nel 1934 Niccolò Carosio aveva commentato il primo Campionato Mondiale di calcio vinto dalla Nazionale italiana). Nasce in questo periodo l’esperienza della diretta radiofonica. Il Regime fascista è ormai pienamente conscio delle potenzialità del nuovo mezzo di comunicazione, piegato a strumento d’informazione propagandistica. Viene studiata una programmazione che possa andar bene sia per essere trasmessa nelle grandi piazze italiane, sia nelle case. La radio inizia a diventare in questi anni uno strumento intorno a cui riunire i componenti della famiglia. L’entrata nelle case degli italiani avviene sia grazie alla riduzione del costo dell’abbonamento (solo 81 lire, che consentirà nel ’38 di raggiungere il traguardo del milione di abbonati) sia alla messa in commercio di apparecchi più facili da collocare all’interno delle mura domestiche. Ne è un esempio Il Balilla, realizzato dall’azienda fondata da Giovanni Agnelli: la Radiomarelli. Questo nuovo apparecchio, che pesa ‘solamente’ 2 chili, incontra un grande successo nel mercato italiano. Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra e i programmi radiofonici subiscono un brusco adeguamento ai bisogni del Regime. Mai come in questo momento la radio diviene il megafono delle parole d’ordine del Fascismo, piegato al bisogno di Mussolini di tenere alto il consenso sociale nei confronti del suo operato. Tuttavia neanche un’informazione controllata può nascondere le difficoltà di una guerra disastrosa per l’Italia. Alle 19:45 dell'8 settembre del 1943, i microfoni dell'EIAR interrompono le trasmissioni per trasmettere l'annuncio, precedentemente registrato, della voce di Badoglio che annuncia l'armistizio alla Nazione. Sarà di nuovo la radio il mezzo di comunicazione scelto per informare la popolazione. Da quel momento, la battaglia per liberare il Paese è portata avanti anche attraverso questo mezzo di comunicazione: Radio Bari, Radio Napoli e Radio Roma e la neonata Rai, costituiscono il sistema radiofonico dell’Italia liberata. Sintonizzarsi, in questo periodo, significa informarsi sugli svolgimenti della Resistenza e, molto spesso, sopravvivere. «L'ascolto clandestino di massa delle emittenti alleate e nemiche
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La radio tra il digitale e il web: da ambiente a contenuto

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Serafini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Daniele  Silvi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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