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Cittadine contro. Storie di donne e di politica nell'Italia degli Anni Settanta

Estratto della Tesi di Stefania Chiappuella

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13 fuori dai locali autorizzati, ribadendo così come si potessero negare i diritti politici sulla base di un elemento legato al costume e non al diritto. L’anno dopo, il 10 marzo 1946, viene finalmente riconosciuto esplicitamente anche il diritto di essere elette 16 . La cittadinanza politica formale è stata così finalmente e giuridicamente riconosciuta e le donne esercitano per la prima volta il diritto di voto il 2 giugno 1946 per le elezioni dell’Assemblea Costituente e, contemporaneamente, per il referendum per la scelta della forma istituzionale, monarchica o repubblicana. La partecipazione delle donne a queste prime elezioni è stata imponente (89,2% delle elettrici contro l’89% degli elettori) 17 e dimostra il contributo essenziale dato dalle donne nel determinare la nascita della Repubblica italiana. La classe politica maschile «preoccupata di come avrebbe votato la massa politicamente sconosciuta di neo-elettrici, decide di creare all’interno dei partiti delle strutture che si dedicassero ad inquadrare ed integrare, entro le proprie fila politiche, il nuovo soggetto» 18 . Di questi interessi particolari di partito ed elettorali è ispirata la formazione di alcune nuove associazioni femminili come il Centro italiano femminile (CIF), creato dalla Democrazia cristiana, e la Lega nazionale femminile, creata dal Partito liberale, che producono l’uscita delle donne di queste due correnti politiche dall’organizzazione femminile unitaria nata dalla liberazione. «Una prima rottura si verificò così nel fronte democratico nazionale, rottura che rappresenta un indebolimento non soltanto del movimento femminile italiano, ma di tutto il movimento democratico in generale: le forze della conservazione e del privilegio riappaiono…e lavorano a scindere, a spezzare le forze del popolo per arrestarne la marcia progressiva in tutti i campi, compreso quello femminile» 19 . Le elezioni del primo Parlamento repubblicano sono del 16 ¨ ragionevole supporre che i Paesi dove il suffragio è stato introdotto gradualmente, prima a poche (per censo, per merito oppure solo il voto amministrativo) e, solo successivamente, anche dopo molti anni, a tutte, si siano gradatamente abituati alla presenza politica delle donne, a fianco degli uomini, nel processo di formazione delle classi politiche. Da questo punto di vista la rappresentanza politica femminile non verrà percepita come portatrice di interessi del proprio sesso ma come espressione degli interessi della collettività. 17 www.adnkronos.com/Speciali/60Repubblica [visitato: 18.10.2010] 18 A. DONÀ, Le pari opportunità, Roma - Bari, Gius. Laterza , 2006, p. 93. 19 C. RA VERA, Breve storia del movimento femminile in Italia, Roma, Editori Riuniti, 1978, p. 177.
Estratto dalla tesi: Cittadine contro. Storie di donne e di politica nell'Italia degli Anni Settanta

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Cittadine contro. Storie di donne e di politica nell'Italia degli Anni Settanta

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Chiappuella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Marcella  Aglietti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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