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Acqua...un bene da salvaguardare

Estratto della Tesi di Daniela Scintu

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13 L’ambiente è dunque concepito come un sistema di relazioni, nel quale un ruolo fondamentale è giocato da caratteri quali l’imprevedibilità, la casualità, la variabilità e la diversità. Ne consegue la necessità di promuovere processi educativi in grado di favorire la comprensione dell’ambiente in un’ottica sistemica, finalizzata a un’azione consapevole nei confronti dello stesso. Occorre far leva sui diversi modi di concepire e attuare nuovi progetti superando anche i modelli formativi adottati dalle tradizionali agenzie educative (generalmente poco propense alle innovazioni), basati principalmente sulla sola trasmissione delle informazioni. La motivazione per perseguire una nuova dimensione conoscitiva nasce inoltre dalla consapevolezza che spesso le persone pensano e agiscono bene in base a rituali tradizionali, tanto consolidati quanto obsoleti, che strutturano le informazioni provenienti dai contesti di vita reale. Tali rituali sono profondamente radicati nella storia di ogni individuo e di ogni società e, non raramente, legittimano discutibili modalità di gestione dell’ambiente. L’ottica sistemica, quindi, va considerata come una condizione imprescindibile per interpretare il presente e affrontare il futuro con un atteggiamento mentale diverso, che non si limiti solo alla salvaguardia e al rispetto del proprio contesto di vita, ma che sia attento agli aspetti relazionali che legano gli individui e il loro microcosmo quotidiano e una realtà sempre più ampia, complessa e imprevedibile. Per leggere e comprendere correttamente un paesaggio nei suoi dinamismi palesi o nascosti, è necessario chiamare in a causa dei processi che legano i vari elementi tra loro e fanno sì che alcuni diventino condizionanti su altri: le strutture geologiche per il rilievo, il rilievo per il clima, clima per l’idrografia, l’idrografia per la vegetazione 8 . Ne deriva un sistema a cascata di concatenazioni di causa-effetto che legano l’insieme con processi numerosi e complessi; questi da una parte contribuiscono all’unità e all’integrità di un sistema, dall’altro rendono il suo equilibrio costantemente instabile. Il sistema paesaggio raggiunge il suo equilibrio tra forze opposte, quando per tempi lunghi conserva le sue forme e mantiene le gerarchie tra queste. Ne deriva un ordine visibile che si perpetua nel tempo almeno fin quando le determinanti e componenti mantengono sostanzialmente il loro ruolo e al loro forza d’azione. Ma la fragilità del sistema fa sì che sia sufficiente introdurre una variante anche minima, perché l’equilibrio si perda e tutto l’insieme debba trovare un nuovo punto di stabilità, sia pure sempre precario. Ne consegue per il paesaggio un continuo sforzo di aggiustamento tra nuovi contesti e l’autoconservazione che lo porta ad attivare processi di feedback noti come inerzie del paesaggio. Questo sono le resistenze che il sistema oppone al cambiamento: talora riesce ad annullare le forze turbatrici, per cui l’equilibrio, dopo una prima fase di incertezza, torna allo stato precedente; talaltra, incapace di assorbire i nuovi input, riorganizza processi ed elementi, dando luogo a un nuovo insieme di forme e funzioni. Nel paesaggio esiste un trasferimento di materia e di elementi chimici che seguono determinati cicli e che l’uomo ha modificato: da un lato ne ha accelerato il ritmo, dall’altro ha mobilizzato elementi chimici che in natura sono piuttosto inerti e radicati. Questo ha modificato l’assetto geochimico di determinati territori nei quali la presenza di prodotti dispersi dalle attività economiche ha raggiunto livelli allarmanti. 8 Circa le caratteristiche dell’approccio sistemico si consultino anche le osservazioni messe in evidenza da Vallega (2004: 11-44).
Estratto dalla tesi: Acqua...un bene da salvaguardare

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Acqua...un bene da salvaguardare

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Scintu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Studi umanistici
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Andrea Corsale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

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