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Illuminazione e architettura: la luce elettrica alle esposizioni industriali di Torino del 1884 e del 1898

Estratto della Tesi di Marta Amione

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14 Si pone all'ordine del giorno lo sfruttamento delle risorse idriche delle vicine montagne e la costruzione di dighe, condotte forzate, elettrodotti, stabilimenti di trasformazione, sedi di uffici, il tutto con un significativo impatto sul territorio 23 , il quale molto spesso non prevede ancora le infrastrutture necessarie a tale sviluppo. Il forte controllo pubblico di questo processo determina un basso costo dell'energia elettrica e un conseguente impulso alla concentrazione nella città di nuove attività produttive e per servizi: la grande industria, svincolata dal legame territoriale dell'approvvigionamento energetico, fino ad allora legato alla presenza dell'acqua come fonte primaria, può affermare liberamente le sue politiche di localizzazione sul territorio e determina sempre piø le dinamiche di costruzione della città. L'illuminazione elettrica cambia anche la percezione diffusa degli spazi urbani e architettonici 24 : abbandonata la visione crepuscolare e magari romantica della città debolmente rischiarata dalle fiammelle dei lampioni a gas, la luce elettrica diventa una nuova opportunità per elaborare forti segni urbani per la promozione degli spazi legati al commercio, allo spettacolo, al ritrovo e successivamente anche alla propaganda del regime: le antiche strade e le nuove architetture, illuminate di notte, contribuiscono a proiettare la città verso quell’immagine di modernità che connota la città contemporanea. Relativamente alle utilizzazioni dell'energia in ambito urbano, secondo cui la tradizione afferma che l'Ottocento sia stato il secolo del vapore e il Novecento quello dell'elettricità e dei motori a combustione interna, tale concezione è giustificata soltanto a posteriori e, in ultima analisi, può apparire troppo semplicistica e fuorviante 25 : infatti negli ultimi decenni dell'Ottocento i limiti e le rigidità del sistema energetico del vapore diedero luogo in numerose città ad una vera e propria crisi energetica. 23 A questo proposito si veda la serie di articoli pubblicati dalla rivista della Città di Torino, nel corso del 1930 da parte del progettista capo del Servizio impianti idroelettrici del Comune di Torino: Clemente Bornati, Gli impianti idroelettrici del Municipio di Torino nell’alta Valle dell’Orco, in “Torino”, X (1930), n° 5 (maggio), pp. 353-378; n° 6 (giugno), pp. 499-555; n° 7 (luglio), p p. 671-696; n° 8 (agosto), pp. 712-752 e n° 12 (dicem bre), pp. 1189-1218 24 Guido Peri, La illuminazione pubblica di Torino nell'ultimo decennio, in “Torino” rivista mensile municipale n° 8 (agosto), Torino, 1934, pp. 30-33; Mario Bonomo , L’Illuminazione delle strade e delle gallerie, a cura dell’Associazione Italiana di Illuminazione AIDI, Milano, 1974; Vilma Fasoli, Enrica Ribetti, Maria-Giulia Thellung, Dalla lampada ad olio all’illuminazione elettrica: l’esperienza di Torino (1675-1935), in Chiara Aghemo, Luigi Bistagnino, Chiara Ronchetta (a cura di), Illuminare la Città, Sviluppo dell'illuminazione pubblica a Torino, Celid, Torino, 1994, pp. 17-22 25 Claudio Pavese, Il processo di elettrificazione tra Otto e Novecento, in Vincenzo Ferrone (a cura di), Torino e energia. Le politiche energetiche tra innovazione e società (1700-1930)…, cit., pp. 175-220
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Informazioni tesi

  Autore: Marta Amione
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura per il restauro e valorizzazione del patrimonio
  Relatore: Annalisa Dameri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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esposizioni industriali
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