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Il "Governo del Presidente": patologia o fisiologia del parlamentarismo italiano?

Estratto della Tesi di Gianluca Marolda

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quella del rifiuto delle dimissioni di un governo nel momento in cui viene eletto un nuovo Capo di Stato ( De Gasperi infatti per “galateo costituzionale” presenta le sue dimissioni e De Nicola le respinge). De Nicola si dimostra scrupolosissimo nel porre l'ordine delle personalità da sentire in sede di consultazione per l'incarico a formare il governo (andando dalle cariche più alte ai leader di partito), consapevole poi che la formazione di un protocollo in quest'occasione sarà il potenziale fondamento per le future consultazioni nella formazione dell'Esecutivo. A queste prassi egli ne affianca alcune di tipo di “controllo”, nel senso che, dopo aver incaricato De Gasperi con “decreto”, inizia a discutere della lista dei Ministri: in questo frangente avviene lo scontro sulla nomina di Gonella all'Istruzione poiché De Nicola preferisce una personalità laica per una scuola altrettanto laica. Interessante è cogliere come anche le prassi meno notarili e più incisive siano comunque condotte su parametri oggettivi e su principi, che la Costituente sta vagliando (considerazioni per cui si rinvia al prossimo paragrafo). Banchi di prova più impegnativi arrivano immediatamente dopo con due eventi importanti: due crisi del governo De Gasperi, una del Gennaio 1947 e la successiva del Maggio 1947. La prima è una crisi scaturita dalla storica scissione di Palazzo Barberini, in cui il PSI si scinde in due partiti diversi:l'uno, guidata da Pietro Nenni con la denominazione di PSIUP, e l'altro, guidato da Saragat(fautore della scissione), con la denominazione di PSLI. De Nicola, consapevole che è possibile in seno alla Costituente costituire comunque una maggioranza solida, risolve la crisi con scrupolose consultazioni per ordine alfabetico e ordine di carica(dai Presidenti camerali a quello dei gruppi) e con un rimpasto( cioè una nuova formazione) nei Ministeri. La seconda è più impegnativa e decisiva: il clima di tensione tra Truman e Stalin porta ripercussioni anche in Italia, poiché De Gasperi, convinto di chiedere aiuti supplementari agli USA e avendo subito una prima crisi di governo a causa della scissione di Palazzo Barberini, opta per le dimissioni non credendo più all'alleanza tripartitica. De Nicola, agendo sempre con consultazioni molto serrate, invita De Gasperi a “parlamentarizzare” la crisi: ciò significa che di fronte a stravolgimenti nella maggioranza fuori dalle aule parlamentari bisogna comunque confrontarsi con dibattiti in seno all'Assemblea per poi arrivare a discutere della questione di fiducia all'esecutivo(in questo consiste la “parlamentarizzazione”, cioè risolvere la crisi con il dibattito e il voto in Parlamento). 20 L'episodio crea attrito ulteriore tra De Gasperi e De Nicola, anche perché quest'ultimo, a seguito dell'opposizione dello statista trentino a proseguire, incarica prima Nitti e poi Orlando a formare il Governo e solo con le loro rinunce l'incarico ritorna a De Gasperi: si arriva così alla nascita il primo Governo centrista o “monocolore”. Degno di nota è l'episodio delle 20 Prassi che si consoliderà nella risoluzione delle crisi di Governo nelle successive presidenze e che raggiungerà un uso frequentissimo in primis con Pertini e Scalfaro 13
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Il "Governo del Presidente": patologia o fisiologia del parlamentarismo italiano?

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Marolda
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Morrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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Parole chiave

costituzione
presidente della repubblica
capo dello stato
parlamentarismo
prassi
forma di governo
crisi istituzionale
governo del presidente

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