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Il mockumentary, per una definizione tra generi e nazionalità

Estratto della Tesi di Giulia Marxia Porcaro

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film. Vedendo un film al cinema o comprando il dvd è più facile cogliere quegli elementi che lo etichettano immediatamente come opera di finzione: nome del regista e nome degli attori che non coincidono coi nomi dei personaggi del film, l'anno e il contesto storico in cui il film è uscito che non trova riscontro con quello che ci viene mostrato, critiche cinematografiche che ci avvertono della vera natura dell'opera. Non possiamo però ignorare il fatto che molti film oggi vengano visti in streaming, tramite piattaforme di condivisione video, o scaricati in download, in una modalità di visione che decontestualizza l'opera. Su una piattaforma come Youtube, dedicata tra le altre cose alla condivisione di video “amatoriali”, capita spesso di non mettere in discussione la veridicità di quello che vediamo. 27 Distinguiamo quindi i mockumentary da quelle tipologie di film che gli sono state spesso sovrapposte e sostituite: il found footage, il finto documentario e la docu-fiction. Nel suo libro Recycled cinema. Immagini perdute, visioni ritrovate, Marco Bertozzi definisce il found footage in questo modo: letteralmente significa “metraggio ritrovato”, dove metraggio sta per pellicola cinematografica o parte di essa, e “trovato” indica una vasta gamma di occasioni di recupero, da film emersi per caso – in mercatini delle pulci, raccolte private, inesplorati fondi cinetecari – a film volutamente cercati per essere manipolati. Da un lato immagini provenienti da disparate pratiche audiovisive – cinegiornali governativi, vedute del muto, film d'animazione, cinema pornografico, opere hollywoodiane, film sperimentali, pubblicità televisive, documentari industriali –, dall'altro i modi precipui in cui queste immagini sono rivisitate, sovrapposte, stratificate. 28 L'autore riprende le parole di William C. Wees 29 circa il fatto che «la capacità dell'autore nell'utilizzare immagini ritrovate si compie attraverso una serie di interventi che forzano i materiali primigeni verso nuovi valori estetici. Un riciclo segnato dalla speranza che la visione “strabica”, la nuova messa in serie di quei materiali, possa fare emergere qualcosa di non immediatamente visibile». Sempre Bertozzi specifica come «siti come You tube o Vimeo consentono lo scarico di materiali da remixare in piattaforme, di condivisione che generano forme partecipative dal basso e 27 In alcuni casi, anche se nella presentazione del video viene specificato che questo è stato estratto da un mockumentary, si rischia che venga preso per veritiero. Prendiamo il caso del frammento riportante la (falsa) morte di Bill Gates del film Nothing So Strange di Brian Flamming del 2002. Il video, caricato su Youtube è oggetto di diatriba circa la veridicità o meno di ciò che mostra, come si può leggere nei commenti nella pagina http://www.youtube.com/watch?v=MUboitCIVS8 . 28 MARCO BERTOZZI, Recycled cinema. Immagini perdute, visioni ritrovate, Marsilio, Venezia 2012, p. 13. 29 Cfr. WILLIAM C. WEES, Recycled Images: The Art and Politics of Found Footage Film, New York, Anthology Film Archives, 1993, p. 12. 9
Estratto dalla tesi: Il mockumentary, per una definizione tra generi e nazionalità

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Il mockumentary, per una definizione tra generi e nazionalità

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Marxia Porcaro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze dell'educazione
  Corso: Discipline cinematografiche
  Relatore: Franco Prono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

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cinema
documentario
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