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Videogiochi violenti e aggressività: influenza su comportamenti, atteggiamenti e giudizio morale nei minori.

Estratto della Tesi di Andrea Bertelli

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Secondo questo modello teorico, nello sviluppo di varie componenti (tra cui quella aggressiva), possono incidere diversi fattori che rendono lo sviluppo diverso da bambino a bambino. Si possono infatti distinguere diversi fattori di rischio quali, per esempio, litigi coniugali, basso status socioeconomico famigliare, scarsa educazione e esposizione alla violenza mediatica. Contrapposti ai fattori di rischio, i fattori di resistenza (o resistenze), rappresentano quelle disposizioni interne, grazie alle quali alcuni bambini sono più capaci di reagire all’influenza esercitata dai fattori di rischio; così alcuni bambini sono più vulnerabili di altri alla violenza mediatica. Secondo la teoria dell’apprendimento sociale di Bandura (1997), l’apprendimento umano avverrebbe per imitazione e ripetizione di atteggiamenti e comportamenti osservati, di conseguenza l’influenza dei videogiochi sarebbe il risultato di una forma di apprendimento proveniente dall’imitazione di un determinato modello e dei comportamenti aggressivi ad esso associati. Secondo l’Arousal Theory (Tannenbaum & Zillmann, 1975) l’utilizzo di videogiochi violenti porterebbe ad un’attivazione neurovegetativa che troverebbe nel comportamento aggressivo il modo di scaricarsi (Salvatore, Quarta & Ruggieri, 2010). La “Theory of Priming” di Berkowitz (1984), invece, sostiene come l’esposizione alla violenza mediatica, porti all’attivazione di particolari aree cognitive associate alla violenza e all’aggressività, generando così, nella persona, sentimenti e comportamenti aggressivi (Salvatore, Quarta & Ruggieri). Un secondo filone raggruppa quelle teorie/modelli secondo i quali il fatto di assistere a violenza mediatica non incrementa l’aggressività delle persone. La teoria della catarsi (Feschebach & Singer, 1971), ad esempio, sostiene come l’utilizzo di videogiochi violenti o l’esposizione a programmi televisivi violenti diminuisca l’aggressività della persona, calmando le tendenze violente e permettendo di scaricare, tramite il gioco violento virtuale o l’osservazione di scene violente, le pulsioni aggressive. Ancora, secondo la “Drive Reduction Theory” (Rubin, 1994), l’utilizzo di videogiochi violenti permetterebbe un migliore equilibrio emozionale, consentendo di passare da un momento di attivazione ad uno di rilassamento (Salvatore, Quarta & Ruggieri, 2010). 2.2 Videogiochi violenti e minori Nel capitolo precedente è stato sottolineato come lo studio sull’influenza esercitata dalla televisione abbia suscitato interesse fin dalla sua prima comparsa; presto alcuni autori si sono concentrati sui programmi televisivi a contenuto violento e/o aggressivo e sulla loro possibile influenza sui minori. La grande diffusione dei videogiochi in tutto il mondo ha portato gli studiosi a concentrare la propria attenzione su questo nuovo mezzo di intrattenimento per ragazzi, con particolare attenzione a videogiochi a contenuto violento. Gli studi a proposito si sono concentrati su differenti aspetti: diversi i videogiochi violenti presi in considerazione, diverse le caratteristiche considerate. 9
Estratto dalla tesi: Videogiochi violenti e aggressività: influenza su comportamenti, atteggiamenti e giudizio morale nei minori.

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Videogiochi violenti e aggressività: influenza su comportamenti, atteggiamenti e giudizio morale nei minori.

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bertelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Maria Luisa Gennari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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Parole chiave

psicologia
aggressività
influenza mediatica
videogiochi violenti

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