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Statistiche della criminalità tra metodologie passate e presenti

Estratto della Tesi di Eleonora Santoni

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Gli studi di Quetelet e Guerry 5 globali, perciò viene scartata la convinzione che invece esso sia solo frutto di scelte individuali. Anche Guerry formulò una teoria in cui l’agire umano non era staccato dall’organizzazione sociale, per cui la patologia sociale non poteva essere, in nessun modo, del tutto curata. Scrive Guerry: «E’ passato il tempo in cui si poteva pretendere di regolare la società con delle leggi basate unicamente su teorie metafisiche e su di una sorta di tipo ideale che si riteneva rispondesse ad una giustizia assoluta. Le leggi non sono fatte per gli uomini presi in astratto, per l’umanità in generale, ma per uomini reali, posti in condizioni particolari e ben determinate.[…] L’analisi delle statistiche morali non deduce le verità l’una dell’altra, non cerca di scoprire ciò che dovrebbe essere; afferma ciò che è. Per apprezzare, da un punto di vista morale, i fatti esterni di natura umana avvenuti nel tal paese o nell’altro, in un determinato tempo o in un altro, la meditazione non basta: ci si deve preoccupare di rilevare quei fatti.» 7 Il fine era quello di rintracciare le relazioni più significative fra fattori socio economici e naturali ed i tassi di criminalità per poter così definire le leggi che, al pari di quelle che regolano il mondo fisico, potessero essere estese alla spiegazione e previsione dei comportamenti. Secondo i risultati delle varie ricerche empiriche, effettuate da tutti gli statistici morali, i comportamenti umani venivano costantemente influenzati da fattori esterni ed il crimine andava di pari passo con la società e l’organizzazione sociale. Ciò non è da considerarsi come tentativo di scagionare i soggetti devianti, ma la ricerca di una modalità di studio e comprensione del fenomeno assai complesso e apparentemente inspiegabile come quello della criminalità e delle sue cause. Il nome di statistica morale deriva dallo stesso Quetelet; all’inizio parlava di fisica sociale per definire quelle informazioni statistiche relative ad una popolazione o ad un sistema economico, successivamente definì statistique morale lo studio quantitativo delle caratteristiche non fisiche dell’essere umano. 3. Lambert Adolphe Jacques Quetelet Lambert Adolphe Jacques Quetelet, sociologo, statistico, astronomo belga nato a Gand il 22 Febbraio 1796 e morto a Bruxelles il 17 Febbraio 1874. Pur volendo diventare poeta, si ritrovò per necessità, data la morte del padre a soli otto anni, ad iniziare la carriera di docente di matematica all’Università di Bruxelles dal 1819. Nel 1823, con l’idea di creare un osservatorio, si recò a Parigi dove incontrò Fourier, Poisson e Laplace che lo introducono alla statistica. 7 Statistique morale de l’Angleterre comparé avec le statistique morale de la France, A. M. Guerry, 1864, edizione Bailliére et fils
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Statistiche della criminalità tra metodologie passate e presenti

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Santoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace
  Relatore: Cristina Davino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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