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Asino chi legge. Metodi e pratiche di educazione linguistica in relazione alle problematiche della dislessia e dei disturbi specifici di apprendimento

Estratto della Tesi di Dalida Antonini

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17 “Ovviamente si pone il problema della causa originaria. Da dove veniva la mia somaraggine. Figlio della borghesia di stato, cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti, circondato da adulti responsabili che mi aiutavano a fare i compiti…Padre laureato al politecnico, madre casalinga, nessun divorzio, nessun alcolizzato, nessun caratteriale, nessuna tara ereditaria, tre fratelli con il diploma di maturità (…), ritmi regolari, alimentazione sana, biblioteca di famiglia, orizzonte culturale conforme all’ambiente (…) Conversazioni a tavola tranquille, allegre e colte. Eppure, ero un somaro.” (Daniel Pennac, insegnante e scrittore di successo, dislessico) 3 “Giovanni ha cominciato la scuola con gioia e aspettative positive. Si è sempre sentito un bambino bravo, capace di fare tutto. Gli adulti, e i suoi genitori sopra tutti, sono sempre stati contenti e fieri di lui. Cosa sta succedendo? PerchØ lo chiamano pigro, svogliato, disattento? Lui non si sente affatto così. Sta facendo del suo meglio a cercare di decifrare i segni che vede scritti. Gli costa fatica farlo e impiega tanto tempo piø degli altri compagni, ma lo fa. Ecco, sente male allo stomaco e alla testa. Gli viene da piangere, ma caccia indietro le lacrime. Se imparare a leggere e scrivere è tutto questo, sente che non può farcela.” 4 “Ciò che succede è che vuoi cominciare a leggere il giornale e puoi vedere come vai con la prima coppia di parole: gli occhi stanno lavorando, ma qualcosa lungo la linea fa crollare il sistema, così mentre tu stai leggendo arrivi a una parola che non salta fuori dal giornale e la registri come possibile, ma sei obbligato ad andare avanti nella lettura. Vai alla parola successiva, perchØ i tuoi occhi stanno continuando a muoversi. Quando arriva il momento per il tuo cervello di processare l’informazione, la seconda parola salta fuori piø veloce di prima. Così quando nella tua testa, tutt’un tratto, viene fuori la parola al contrario e tu la pensi al contrario. La verità è che ognuna fa così dal tempo dei tempi. La gente forma dei numeri telefonici e sbaglia solo perchØ ha letto le ultime due cifre al contrario...Ma il problema piø grande per un bambino dislessico non è il problema percettivo, ma la percezione che si ha di se stessi. Questo è stato il mio piø grande problema; pensavo che chiunque avrebbe potuto fare meglio di me. Mi giravo intorno e vedevo che i miei compagni potevano leggere, ma io non ne ero capace. Se sei un bambino, Leggere è una cosa molto importante. La mia piø grande tortura era andare a scuola; ero impaurito quando l’insegnante mi faceva leggere davanti a tutta la classe, e mi sembrava di essere malato...L’insegnante mi disse che ero pigro. Ma in quarta scoprii qualcosa che potevo fare meglio degli altri bambini. Un giorno l’insegnante mise un mucchio di sedie una dietro l’altra e ci fece correre avanti e indietro da quelle sedie, mentre lei prendeva il tempo. Il mio fu il miglior tempo di tutta la scuola! Era la prima volta che ero riuscito ad essere abile a scuola...Potevo mostrarlo su un campo di calcio e potevo sfidare un tipo che era un ottimo studente, un ottimo lettore, e così l’ho battuto sul tempo. Ciò mi divertiva. Così lo sport è diventato la mia piccola salvezza nella vita: scoprendo lo sport potei mantenermi a testa alta con tutti i miei amici e sentirmi bene con me stesso.” (Bruce Jenner, atleta, famoso per aver vinto la medaglia d’oro al decathlon nelle Olimpiadi del 1976, dislessico) 5 3 Pennac D., Diario di scuola, Feltrinelli, Milano, p.21, 2008. 4 AA.VV., La dislessia raccontata agli insegnanti, Libri Liberi, Firenze, pp. 12-13, 2002. 5 Libera traduzione da: Jenner B., Finding the Champion Within: A Step-by-Step Plan for Reaching Your Full Potential, Simon and Schuster, New York, 1999.
Estratto dalla tesi: Asino chi legge. Metodi e pratiche di educazione linguistica in relazione alle problematiche della dislessia e dei disturbi specifici di apprendimento

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Asino chi legge. Metodi e pratiche di educazione linguistica in relazione alle problematiche della dislessia e dei disturbi specifici di apprendimento

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Informazioni tesi

  Autore: Dalida Antonini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lingua e letteratura italiana
  Corso: Lingua e letteratura italiana
  Relatore: Mirko Tavoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 303

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Parole chiave

dislessia
educazione linguistica
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