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Profili di tutela del diritto d'autore in rete, con particolare riferimento a condivisione e streaming

Estratto della Tesi di Lucia Mancini

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9 “riservata”: essa infatti è prerogativa esclusiva dell’autore; ciò sta a significare che chiunque voglia porre in essere la suddetta attività non può a prescindere dal consenso dell’autore. L’autorizzazione, normalmente, viene concessa dietro pagamento dei “diritti di licenza”. Il diritto patrimoniale ha una durata limitata a tutta la vita dell’autore ed ai 70 anni successivi alla sua morte 8 . Trascorso questo termine l’opera diventa di pubblico dominio e così chiunque potrà trarre profitto dallo sfruttamento economico della stessa, senza dover chiedere alcun consenso e, soprattutto, senza dover riconoscere alcun compenso. Caratteristica comune di quasi tutti gli interventi normativi introdotti a partire dagli anni ’90 in Italia, è la loro prevalente derivazione sia internazionale che comunitaria; questa è la testimonianza di un progressivo spostamento dell’asse legislativa dal livello nazionale a quello sovranazionale. Per contrastare il fenomeno della “pirateria”, ovvero l’abusiva utilizzazione delle opere dell’ingegno, il legislatore nazionale è intervenuto con la legge numero 248/00. Si tratta di un intervento che ha comportato la sostanziale riscrittura di diverse norme della legge sul diritto d’autore. In particolare è stato ristabilito l’ambito di alcune “libere utilizzazioni”, ovvero di quelle ipotesi in cui l’opera è utilizzabile nei limiti e con le modalità che la stessa norma derogatoria individua, indipendentemente dal pagamento di alcun compenso. E’ stato inoltre rinnovato l’insieme delle difese, delle sanzioni civili, penali e amministrative previste dalla legge n. 633/41 a tutela delle prerogative degli autori. E’ tuttavia di particolare attualità il tema connesso alla diffusione telematica di materiale audiovisivo: sia per i profili di responsabilità penale che di tutela dellaprivacy. Per quanto riguarda il primo aspetto occorre domandarsi chi sia penalmente perseguibile nell’utilizzo del sistema di condivisione peer to peer 9 , dal momento che i soggetti coinvolti sono tre: colui che carica il file (azione di upload), colui che recupera il file in rete (azione di download) infine il titolare del sito che funziona da piattaforma per la condivisione dei file tra utenti. La Cassazione penale ha stabilito che il provider di servizi internet è perseguibile per concorso 8 Il termine originario di 50 anni è stato così prolungato dal d.l. n. 356/95 reiterato più volte, e in seguito convertito con modificazioni dalla l.n. n. 650/96. Il d. lgs. n. 154/97, emanato in attuazione dell’altra delega contenuta nella l. n. 52/96, ha completato il recepimento della direttiva 93/98/CE sull’armonizzazione della durata di protezione. 9 Il peer-to-peer è la condivisione di risorse e di servizi tra computer. Queste risorse e servizi comprendono scambio di informazioni, cicli di computazione e spazio su disco per file. Grazie al modello P2P, i computer possono comunicare e condividere i file e altre risorse, invece di passare attraverso un server centralizzato. Le connessioni non nascono spontaneamente, ma devono essere richieste da una delle parti in causa. A differenza dell'approccio client-server, chi richiede la connessione non è a livello gerarchico inferiore; infatti entrambi i partecipanti sono alla pari (peer). In un sistema P2Pi computer che sono stati tradizionalmente usati solo come client, comunicano tra di loro e possono agire sia da client che da server.
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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Mancini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Comunicazione media e giornalismo
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Leonardo Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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