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La silice tra rischio chimico e cancerogeno: interventi di prevenzione in un'azienda ceramica

Estratto della Tesi di Sania Roscia

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16 Sia per le varietà cristalline sia per quelle amorfe sono stati stabiliti dalla A.C.G.I.H. (American Conference of Industrial Hygienists) 1 dei valori limite di esposizione professionale; ciò significa che esiste un rischio professionale nell’impiego di tutte queste sostanze, per le varietà cristalline in particolare sono segnalati i rischi maggiori. 1.2. Ruolo delle caratteristiche chimico-fisiche della silice nelle patologie correlate all’esposizione In base agli studi effettuati da K.Donaldson, P.J.A. Borm et al. (1998) e B.Fubini et al. (2001) sugli aspetti fisico-chimici della silice cristallina evidenziano che il potenziale patogeno della silice varia, non solo da un polimorfo cristallino all’altro, come da tempo segnalato, ma anche tra polveri del medesimo polimorfo, cioè da una sorgente all’altra di polvere di silice. Ad una formula così semplice infatti corrispondono una larga varietà di particelle con diverse proprietà superficiali e, quindi, reattività e patogenicità. La forma stabile a pressione e temperatura ambiente è il quarzo, di gran lunga più abbondante sulla crosta terrestre. Tridimite e cristobalite si formano quando la silice viene riscaldata ad alte temperature, ma queste fasi, se raffreddate, non si trasformano più in quarzo se non in tempi geologici. L’agente tossico (particelle di silice) agisce sotto forma di particolato e, quindi, è la superficie delle particelle ad essere in contatto con le cellule e i tessuti, non una singola e unica molecola. La diversa efficacia nell’azione biologica della polvere di silice dipende da vari fattori intrinseci:  diverso grado di cristallinità  diversa origine della polvere (stessa forma cristallina ma differente origine)  diversa idrofilia (stesso campione,variazione riscaldato). 1 American Conference of Industrial Hygienists è un’ organizzazione statunitense che si occupa dal 1938 di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’omologa associazione italiana è l’Associazione Italiana degli Igienisti Industriali (AIDII) e per l’Ambiente, che ogni anno traduce, i TLV (Threshold Limit Values) dell’ A.C.G.I.H. ed è co-fondatrice dell’International Occupation Hygiene Association (IOHA).
Estratto dalla tesi: La silice tra rischio chimico e cancerogeno: interventi di prevenzione in un'azienda ceramica

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La silice tra rischio chimico e cancerogeno: interventi di prevenzione in un'azienda ceramica

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Informazioni tesi

  Autore: Sania Roscia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
  Corso: L/SNT4 medicina e farmacia
  Relatore: medico del lavoro medico del lavoro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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