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Discorso riportato e traduzione: un'analisi contrastiva delle traduzioni italiana e francese di "Der Atem", "Ja" e "Verstörung" di Thomas Bernhard.

Estratto della Tesi di Matteo Iacovella

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come modi verbali di elezione per esprimere l’idea di riporto di enunciazioni, e la presenza di un verbum dicendi a introduzione del discorso in forma indiretta non era assolutamente necessaria. C’è da dire, oltre a ciò, che in epoca classica i modelli che si avevano in mente per la costruzione del discorso – fosse questo in forma diretta o indiretta era indifferente – si rifacevano alla tradizione storiografica e retorica; anche in quest’ultimo caso, quello dell’oratoria, l’oralità era la realizzazione di un testo scritto ben strutturato, e su questo essa si fondava. Con il passare del tempo e con l’ampliarsi del dibattito scientifico sul discorso ri- portato, si è insediato il problema terminologico, per il quale non si è ancora giunti a una univocità o a soluzioni quantomeno concilianti. Quasi ogni studioso della materia tiene a premettere che quando si parla di discorso riportato ci si addentra in un vero e proprio ginepraio terminologico; per questo è sempre buona norma chiarire alcuni termini che potrebbero rivelarsi fuorvianti. Soprattutto, il bisogno di chiarezza è ancor più vivo se si pensa in funzione del lettore che si appresta ad aprire un contributo sul discorso riportato e che può trovarsi di fronte a tante e diverse denominazioni, tutte riferite allo stesso identico concetto. Le perplessità non tarderebbero a sopraggiungere. In area germanofona, Breslauer evidenzia 3 come la ricerca abbia usato e continui ancora a impiegare senza grandi distinzioni i termini Redewiedergabe, Redeerwähnung, Referat, Textwiedergabe 4 , e come tutti in fondo indichino un Oberbegriff, ovvero un iperonimo che custodisce le diverse forme di riporto del discorso. A questo punto è necessario anche precisare, e questo viene ribadito da Breslauer, che i termini Redewiedergabe e i suoi corrispondenti in italiano e in francese discorso 3 Cfr. Breslauer 1996: 13. 4 «Redewiedergabe» si attesta ancora come termine di elezione e viene impiegato anche da Ha- rald Weinrich (Weinrich 2005 3 ). Accanto a esso sopravvivono appunto «Referat» (Pütz 1989 e Fabricius-Hansen 1989, che però si avvale indistintamente anche del precedente «Redewiedergabe»), «Redeerwähnung» (Kaufmann 1976), «Textwiedergabe» (Engel 1982 2 ). È curioso come la Duden- Grammatik aggiri l’ostacolo terminologico relativo alla Redewiedergabe e non ricorra mai a questa nozione, preferendo invece parlare di «direkte» e di «indirekte Rede», le quali però vengono definite rispettivamente come «wörtliche» e «berichtete Rede», cosa che può generare non poche confusioni, dato che la indirekte Rede e la berichtete Rede sono due manifestazioni ben distinte tra di loro, come si mostrerà nel cap. 3. Le denominazioni wörtlich e berichtet sono, a nostro avviso, da intendersi non come una variante terminologica, quanto come una spiegazione o una parafrasi condensata dei due concetti. Cfr. Duden 1998 6 : 164. 8
Estratto dalla tesi: Discorso riportato e traduzione: un'analisi contrastiva delle traduzioni italiana e francese di "Der Atem", "Ja" e "Verstörung" di Thomas Bernhard.

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Discorso riportato e traduzione: un'analisi contrastiva delle traduzioni italiana e francese di "Der Atem", "Ja" e "Verstörung" di Thomas Bernhard.

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Iacovella
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori
  Corso: Traduzione specializzata e Interpretazione di conferenza
  Relatore: Lorenza Rega
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

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Parole chiave

translation studies
narratologia
enunciazione
thomas bernhard
discorso indiretto libero
discorso riportato
konjunktiv
berichtete rede
redewiedergabe
style indirect libre

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