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L'organo Cipriani Op. XV (1831) della chiesa di S. Giustina a Pernumia (PD)

Estratto della Tesi di Stefano Varotto

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8 una via poco pratica alla luce del nuovo assetto urbano cittadino. Era indispensabile trovare una soluzione. Giovanni Prosdocimi, nel suo libro, continua: Si pensò di approfittare del lavoro cominciato di ampliamento e restauro della chiesa della pieve, per cercare di darle un inserimento rispondente alle modifiche del contesto urbano che si stava confusamente realizzando al di là della fascia di terreno abbandonata e paludosa del cimitero, a levante. Si comprende così la decisione di rovesciare l’asse longitudinale della chiesa, che fino allora aveva conservato, con la motivazione e il significato originale, l’altare maggiore ad orientem versus, come dicono i verbali delle antiche visite pastorali. […] Si portò quindi la facciata a levante. L’allungamento della navata con la nuova abside e l’altare maggiore fu attuato verso occidente con un terrapieno sostenuto da un muraglione, mentre per la sola abside bastarono le fondamenta e il muro a garantire la stabilità. Da quel lato si aprì pure la stradina di raccordo col piano del sagrato e della strada e si fece il terrapieno davanti alla porta laterale e alla sagrestia. Con quello la canonica restò isolata da quel lato e si avviò la costruzione della nuova, terminata nel 1797 10 . La scarsità delle risorse finanziarie incise significativamente sul completamento della facciata, che rimase in mattoni nudi fino al 1847, e sull’edificazione del nuovo campanile: le oscillazioni delle campane produssero ingenti danni alla vecchia torre campanaria; il vescovo Giustiniani stesso, nella sua visita pastorale in cui consacrò la chiesa, dispose la sospensione del loro uso, esortando ad affrontare quanto prima il problema 11 . Il nuovo campanile fu ultimato tra il 1816 e il 1839 e, a causa dei suddetti problemi economici, si dovette riutilizzare parte del basamento e delle fondamenta della vecchia torre campanaria per la costruzione della nuova. Tutti questi compromessi si resero inevitabilmente necessari per la cronica mancanza di piani organici e di lavori regolari ma il risultato delle operazioni edili non sempre fu pienamente soddisfacente: la facciata si presentava fredda e scarna, senza colonne e con il solo gioco di spaziature di gusto neoclassico. Solo in anni più recenti si riuscì a conferire all’arcipretale un aspetto migliore, soprattutto per quanto riguarda il 10 Cfr. PROSDOCIMI, Pernumia, p. 123. 11 Ivi, p. 124.
Estratto dalla tesi: L'organo Cipriani Op. XV (1831) della chiesa di S. Giustina a Pernumia (PD)

Estratto dalla tesi:

L'organo Cipriani Op. XV (1831) della chiesa di S. Giustina a Pernumia (PD)

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Varotto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Antonio Lovato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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