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La maschera delle donne nei romanzi di Pirandello

Estratto della Tesi di Giulia Argentin

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8 L’episodio che meglio rappresenta il giudizio malevolo della gente e la vergogna che Marta è costretta a provare si trova nel capitolo VIII della prima parte del romanzo; si sta svolgendo una processione per le vie della cittadina, una volta arrivata sotto casa della protagonista succede quanto segue: Ma più volte, giunti allo stesso punto di prima, ecco di nuovo il fèrcolo arrestarsi improvvisamente; tutti gli occhi allora si volgevano alle finestre, e la folla, minacciando, imprecando, costringeva coloro che vi erano affacciati a ritirarsi, poiché era segno che fra essi doveva esserci qualcuno che o non aveva adempiuto alla promessa o aveva fatto parlar male di sé e non era degno perciò di guardare i Santi. Così il popolo in quel giorno si rendeva censore. Stavano a un balcone, affacciate, Marta e Anna Veronica, tra la signora Agata e Maria. Antonio Pentàgora già da un pezzo aveva dato il segno ai portatori. Dapprima, le quattro povere donne non compresero la mossa dei Santi: li videro rinculare, ma non credettero che quella manovra si facesse per loro. Quando il fèrcolo pervenne di nuovo sotto il balcone e s'arrestò, tutta la folla levò gli occhi e le braccia contro di loro gridando, imprecando, esasperata per la sciagura d'un povero ragazzo tratto allora da terra, fracassato e sanguinante. Subito Marta e Anna Veronica si ritrassero dal balcone, seguite da Maria che piangeva; la signora Agata pallidissima, tutta vibrante di sdegno, chiuse così di furia le imposte, che un vetro andò in frantumi. Parve quest'atto un insulto alla folla fanatica: gli urli, gl'improperii salirono al cielo. E a quella tempesta imperversante sotto la loro casa tremavano le quattro povere donne a verga a verga, tenendosi strette l'una all'altra, rincantucciate; e nell'attesa angosciosa udirono contro la ringhiera di ferro del balcone battere una, due, tre volte, poderosamente, la testa d'uno dei Santi. A ogni testata tremava la casa. Poi la furia a poco a poco si quietò; successe nella strada un gran silenzio.- Vili! vili! - diceva Marta a denti stretti, pallida, fremente. Anna Veronica piangeva con la faccia nascosta tra le mani. Maria s'appressò paurosamente al balcone e, attraverso il vetro, vide una bacchetta della ringhiera torta dalle ferree testate. 6 Questo affronto arrecato a Marta non è stato voluto dal marito Rocco, ma dal padre di lui, Antonio Pentàgora. Partendo da questo personaggio si possono confrontare le due figure di padre presenti in questo romanzo, da una parte il Pentàgora e dall’altra Francesco Ajala, padre di Marta. I due genitori presentano dei punti di contatto,entrambi infatti sono padri autoritari che opprimono i figli, ma sono due persone che reagiscono agli eventi in modi totalmente diversi, ‹‹i due padri riassumono emblematicamente il tema sconcertante del matrimonio e della famiglia […] nella doppia accezione del focolare […] e del tradimento addebitato univocamente alla moglie›› 7 vista come un’intrusa con il ‹‹mestiere singolare d’ingannare i mariti›› 8 . Anche Antonio aveva subìto un tradimento anni prima e sostiene che ciò sia ormai 6 Ivi, pp. 70-71. 7 Enzo Lauretta, Luigi Pirandello: Storia di un personaggio fuori di chiave: i luoghi, il tempo, la vita, le opere, l’ideologia, Milano, Mursia, 1980, p. 273. 8 L’esclusa, cit., p. 10.
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La maschera delle donne nei romanzi di Pirandello

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Argentin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Ricciarda Ricorda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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Parole chiave

pirandello
morte
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varia nestoroff
marta ajala
silvia roncella
donna
figure femminili

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