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Tuitio fidei et obsequium pauperum: la vita all'ombra della croce ottagona.

Estratto della Tesi di Marco Letta

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- 7 - I Giovanniti furono protagonisti attivi in tutti gli scontri tra eserciti cristiani ed eserciti degli infedeli che si svolsero in Terrasanta e in Africa e subirono le alterne fortune militari delle diverse spedizioni con vittorie trionfanti e sconfitte tragiche, pur riuscendo sempre a svolgere un ruolo militare-diplomatico di primaria importanza. La crescita dell'Ordine e delle sue ricchezze portò il Capitolo Generale e il Papa, già nel 1181, a richiamare i Cavalieri all'obbedienza e al rispetto della Regola: richiamando i Cavalieri al bisogno di spiritualità, obbedienza, carità e assistenza dei poveri si voleva, anche, evitare che i precetti originari venissero offuscati dalla bramosia di ricchezza e di potere. Dallo stesso Capitolo Generale, l'Ospedale uscì profondamente innovato e reso più funzionale ed efficiente: venne disposta l'assunzione a Gerusalemme di quattro nuovi dottori che si stabilì, in maniera rivoluzionaria per l'epoca, sarebbero dovuti essere competenti, capaci e preparati, perché istruiti secondo la dottrina di Ippocrate, ed esperti nel somministrare i rimedi appropriati che essi stessi avrebbero dovuto preparare ogni volta secondo le necessità. Il Convento, per assicurare al proprio personale sanitario il possesso di tutte le risorse naturali e minerali necessarie per comporre i medicamenti, stabilì accordi con i possedimenti in Europa per il periodico invio di ingenti quantità di rifornimenti. Importante, anche per la sopravvivenza dell'Ospedale e per la sua accettazione da parte dei musulmani infedeli, fu la tradizione posta dai Giovanniti di non prestare cure solo alle persone di fede cristiana ma a tutti coloro che ne avevano necessità senza considerazione delle fede professata. Nonostante il coraggio dimostrato da tutte le milizie cristiane nei continui e cruenti scontri contro l'esercito degli infedeli e nonostante la stessa Sacra Milizia fosse positivamente protagonista di mirabili atti di eroismo, di imprese importanti e di azioni militari trionfanti, che costarono comunque numerose perdite umane su entrambi i fronti, il 2 ottobre 1187 l'esercito arabo guidato da Saladino entrò vittorioso in Gerusalemme cacciando i cristiani e i Cavalieri che la difendevano. Nei mesi seguenti lo stesso condottiero musulmano tentò la conquista delle fortezze degli Ospedalieri ma venne praticamente sempre respinto dai Cavalieri. Dopo il fallimento della terza crociata, gli Ospedalieri furono ancora protagonisti in prima linea negli avvenimenti più importanti e nei fatti d'armi che segnarono lo sviluppo degli eventi, e, nonostante l'impossibilità successiva di ritentare la conquista della Città Santa, gli Ordini cavallereschi mantennero il controllo e la tutela di quello che solo nominalmente era ancora il Regno di Gerusalemme. Il 18 maggio 1291 anche Acri, l'ultima roccaforte cristiana posseduta in Palestina dopo le sconfitte patite e sede dell'Ordine Ospedaliero, cadde in mano araba. Tutti i tesori dei Giovanniti furono spacciati e le perdite umane furono ingenti: pochi furono coloro che riuscirono a scampare all'eccidio fuggendo con le navi verso Cipro. La perdita dei possedimenti in Terra Santa fu per gli Ordini cavallereschi fonte di destabilizzazione interna; questi Cavalieri erano sorti con lo scopo di combattere l'infedele, custodire i Luoghi Sacri e soccorrere i bisognosi: non poter più adempiere alla propria missione portò non poca instabilità tra i Giovanniti. Con i Cavalieri da Gerusalemme dovettero fuggire anche le suore di San Giovanni; le componenti del ramo femminile dell'Ordine dovettero fare
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Tuitio fidei et obsequium pauperum: la vita all'ombra della croce ottagona.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Letta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche e di Governo
  Relatore: Alberto Martinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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